La   stazione ferroviaria

By Dott. Mario DI NUNZIO

  una   diversa  visuale per comprendere il funzionamento della mente

 

 

MODELLO  di  una   stazione ferroviaria per  comprendere l’ ansia e  gli attacchi di panico

 

 

Un attacco di panico è una esperienza soggettiva terrificante.    Essa  è una devastante risposta del cervello umano  in preda  al terrore più sconvolgente.

Lo smisurato  livello d’ ansia e l’ incapacità di ragionamento spingono il soggetto verso risposte neurofisiologicamente più primitive ed antiche.

Il panico può essere dovuto sia a cause esterne  dell’ individuo (disastri e calamità naturali), ma anche a motivi interni ( sindrome psicopatologiche come l’ agorafobia o l’ ansia generalizzata).

 

 

NEUROFISIOLOGIA  DELL’ ANSIA E  DELL’ ATTACCO DI  PANICO

Immaginiamo il  Sistema Nervoso Centrale come  una immensa  stazione ferroviaria .  

 In una mega–stazione  ci sono binari  su cui transitano costantemente  convogli in arrivo,  in stazionamento e in  partenza.

Tutto il traffico viene  regolato ed elaborato da un CAPOSTAZIONE (l’ unità centrale di elaborazione).  In un tale sistema ci saranno  dei binari principali,gerarchicamente superiori, aventi priorità assoluta  (ad es.: le  sensazioni  dolorose),  binari preferenziali  (sensazioni  di piacere),  binari abituali maggiormente trafficati e quindi preferiti.Convogli continuamente in arrivo che vengono smistati verso gli organi di senso e convogli in partenza, diretti verso la pireferia  corporea.

Il capostazione che  smista il traffico,  è coadiuvato da una fitta rete che fa capo  ad  un  sistema  intelligente.  E’ in grado  di  avviare i  vari  output  di tipo motorio, fisiologici ,copioni o programmi  di   comportamenti,   , ecc. 

La sua sede  anatomica        può  localizzarsi nel TALAMO. Questa struttura è un grande centro di transito delle vie nervose, dirette sia alla corteccia che verso la  periferia corporea.

Il capostazione,dal suo quadro  comando, riceve tutti i segnali di Input, osserva se ha pronto degli schemi comportamentali  adatti alla circostanza, valuta se essi sono più  o meno adatti e dà l’ OK  .

Come ogni stazione che si rispetti, ha  a disposizione un sistema atto a far fronte alle situazioni di EMERGENZA.

Per l’ emergenza  è il sistema dell’ IPOTALAMO.

Una situazione codificata “pericolo”, misto ad una mancanza di schemi  comportamentali, creano  le condizioni per far scattare  un impulso al Sistema  Nervoso Autonomo  (S. N. A.), come si vedrà in seguito.

La  “valutazione” del senso del pericolo fa scattare l’ impulso al sistema d’ emergenza.   Una mancanza di schemi comportamentali  ritenuti adatti  trova l’output bloccato. La strada sbarrata  devia  verso il sistema d’ emergenza. La  paura provoca sgomento perché ci trova impreparati: è improvvisa,  è grande , è nuova o è insuperabile. In poche parole: non sappiamo   cosa fare.

L’energia  a disposizione non trova sfogo,  è  bloccata:    l’unica  strada libera è  l’ipotalamo o  sistema d’ emergenza . 

La mancanza di sfogo dell’ impulso elettrico e la valutazione del   pericolo, recepito dal  capostazione, serve  come start   al  S.N.A (Sistema Nervoso Autonomo)  a   far partire  il  programma  ‘pericolo’  nell’ ipotalamo.

 

Facciamo un esempio.

Immaginiamo di percorrere  una  strada a scorrimento veloce, alla guida della nostra automobile.

Procediamo a velocità sostenuta,ma siamo abbastanza tranquilli. Il traffico è regolare  in entrambe le direzioni di marcia. La giornata è bella.  Mentre guidiamo osserviamo il panorama familiare. I  nostri pensieri  flettono sui normali problemi personali, mentre in sottofondo  la radio trasmette una  piacevole musica.

 

Siamo tranquilli e niente ci sta  preoccupando.

 

        

D’un tratto, da una strada  laterale, un auto sbuca fuori, si immette sulla nostra strada proprio davanti a noi, senza rispettare lo STOP.

Una occhiata è bastata a farci valutare il pericolo. Dobbiamo fare qualcosa!

 

In un attimo,  si valuta  la situazione di  estremo  pericolo  e  le possibilità di azione , mentre   un impulso nervoso   raggiunge i nostri centri d’emergenza del sistema nervoso simpatico. La valutazione PERICOLO 

 fa scattare un impulso d’ allarme  che avvia il programma “EMERGENZA”.

 

La sezione ‘ simpatica’ del Sistema Nervoso Autonomo è la parte posteriore dell’ipotalamo. La sollecitazione  di questa porzione del cervello avvia una serie di processi fisiologici che fanno entrare in stato  di ALLARME .

Si ha uno sconvolgimento dello stato di quiete del tipo:

 

         -aumento del battito cardiaco                               

         -aumento della pressione arteriosa                                  A

         - aumento        del flusso respiratorio

         -richiamo del sangue dalla periferia ai muscoli                 N

         -aumento della tensione muscolare

         -stimolazione della midollare del surrene                         S

         - stimolazione    della corteccia surrenale

         -aumento della acuità visiva                                            I

          -aumento  della sudorazione

         - e c c,                                                                          A

 

 

La  parte  anteriore  dell’ ipotalamo  è denominata   ‘Sezione PARASIMPATICA’  del  S.N.A.        

Ha  l’ effetto opposto della sintomatologia  su riportata.  La sollecitazione di questa sezione provoca un : 

 

-abbassamento dei  battiti cardiaci e della pressione arteriosa,

-diminuzione e allungamento dei movimenti respiratori,

-allentamento della tensione muscolare,

-dirottamento del flusso sanguigno verso la pelle o l’ intestino,

-rilassamento viscerale,

-rilassamento generale,

-ecc, ecc.

 

 

Il programma   è simile a quello dei computer :  inizia,  ma se tutti  i chip o gli interruttori sono chiusi, il  software,  o il flusso di corrente,  procede  verso le uniche vie possibili. In situazioni  di frustrazione, quando siamo insicuri  di come ci comportiamo o nelle situazioni estreme,  come nell’ esempio riportato,  il software  non trova sfogo soddisfacente e viene dirottato verso il sistema d’ emergenza.

L’ ipotalamo ha anche  connessioni  con  le parti del cervello predisposte  alla formazione delle emozioni.  E’ il cervello emotivo, con le cosiddette  strutture limbiche     (ippocampo,setto e amigdala).

Grazie a questo collegamento che  proviamo  emozioni.

L’ipotalamo stimola la  corteccia cerebrale, aumentando il grado di attenzione, rendendo  cosciente di quando sta avvenendo e nella ricerca  di soluzioni.

Poi  invia la sua stimolazione   verso le parti viscerali  e profonde, predisposte  al funzionamento e alla stimolazione cardiaca,pressione sanguigna,temperatura corporea e   respirazione.  Dal  midollo   allungato la stimolazione ipotalamica  scende ed eccita gangli del midollo spinale  che innervano i vari organi corporei.

 

Software  di una situazione  ‘ PERICOLO ‘

Impatto con l’auto !

 

 

Si  può fare qualcosa ?    

 

                                               Si ?     Esecuzione -      Rilassamento

 

No

           

    

 FRENARE ?                            Si  ?   Esecuzione-     Rilassamento                                             

                                              

        No

               

SORPASSARE ?                         Si ?                           

              No

 

 

 

BUTTARSI  LATERALMENTE  ?                        Si  ?         Esegui !

                       No

           

 

SUONARE PER FARLO ACCOSTARE?                             Si  ?         Esegui !

                     No,non serve

                   

 

Dio!  COSA POSSO FARE?          Nulla ?

               

   

         P   A   N   I   C   O   !  !

 

In questa drammatica sequenza possiamo osservare che ogni  azione non è  ritenuta adatta ad evitare l’ impatto.  Ogni passaggio non  trova via di output , se non quello di aumentare la sollecitazione del Sistema Nervoso Autonomo.

Lo stimolo nervoso va man mano aumentando ad ogni via chiusa, fino  a mandare in TILT  tutto il sistema.  Senza output ,  o   comportamenti  possibili, tutta l’ enorme energia  messa a disposizione  per far fronte al pericolo,  verrà convogliata  sull’unica via d’ uscita rimasta: il sistema d’ emergenza.

         Quanta l’ energia è tanta,  è possibile  anche una tracimazione  alla sezione parasimpatica vicina.       Nel panico infatti , oltre alla forte tensione , si  possono avere  collassi,svenimenti, defecazione, minzione, etc. 

         Alla luce  di quanto si è cercato di dire , possiamo considerare    il PANICO    come una fortissima sollecitazione della sezione simpatica dell’ ipotalamo.

         Una sollecitazione di forte intensità comporta  anche  la sollecitazione della sezione parasimpatica con coinvolgimento del sistema motorio,cognitivo ed emotivo.

        

Anche in queste condizioni di allerta entra in atto la VALUTAZIONE SOGGETTIVA  del pericolo.

 

  Alla guida  dell’ auto,  dell’esempio precedente,   può  trovarsi   un neo-patentato   col suo  istruttore di scuola -guida . Di fronte allo  spavento, l’ autocontrollo dell’ autista     viene  recuperato   se il suo istruttore   esclama : 

“ La macchina  è lontana.  Stai tranquillo. Puoi  frenare !”.   

Lo spavento deriva   dalla  auto-valutazione  negativa del  ragazzo,  ancora  poco  pratico  della guida.

L’ aumento di esperienza  farà aumentare   la  fiducia  nei propri mezzi  e creerà numerose   vie d’ uscita  di   fronte a situazioni di pericolo.

 

Quando  riteniamo di non  avere più vie d’ uscita ,  l’ enorme  energia  messa a disposizione   dal nostro cervello  per il compimento   dell’ atto,  non trovando  uno  sbocco ,  trova   sfogo   nell’ ultima via rimasta:  IL SISTEMA D’EMERGENZA  o  Sistema Neurovegetativo.