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L'autostima |
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La costruzione dell’ autostima inizia dall’
infanzia. Se i genitori amano un
bambino, sostengono le sue iniziative e curiosità, ridono per i suoi scherzi,
gli consentono di trasgredire senza punirlo in modo eccessivo, e quando
vietano un comportamento gli indicano comunque un'alternativa ad
esso, allora questi genitori stanno lavorando per costruire nel loro
figlio un'immagine positiva di se stesso, una sana fiducia nelle sue capacità
e nel proprio diritto ad essere amato. Durante l'adolescenza, però, si "riapre
la partita": lo sviluppo intellettivo, emotivo e sessuale, espone la
persona ad un'enorme quantità di nuove esperienze che rimettono in gioco il
lavoro sino a quel punto consolidato, nel bene e nel male. Nuovi studi, nuovi
compagni, il corpo che si trasforma, abilità intellettive notevolmente più
raffinate, i primi amori caratterizzati da successi e da rifiuti, avranno un
effetto fondamentale nello sviluppo della persona. Al termine
dell'adolescenza, con l'adozione di un ruolo lavorativo, intellettivo e
affettivo adulto, l'autostima è nella gran parte dei casi piuttosto
consolidata. A questo punto sono necessari eventi significativi perché
l'immagine di se stessi venga messa in discussione. Se l'autostima è piuttosto consolidata con
l'ingresso nell'età adulta, ciò non vuol dire che il grado di autostima non
possa essere scalfita o modificata. Molte esperienze negative o di sconferma della nostra persona, infatti, possono far
sorgere in noi l'immagine di una persona non degna d'amore, stupida, brutta,
anche se la realtà dei fatti e l’ aspetto fisico non avvalorano le auto-credenze. Una bassa autostima genera sofferenza e
incide in modo negativo sui nostri progetti di vita, sulle scelte affettive e
professionali e su molte decisioni
quotidiane. Ad
esempio, se ritenete di essere brutti o non degni d'amore, nel momento in cui
una persona si fa avanti per corteggiarvi, potreste pensare: "Accidenti,
si vede che non ha proprio nessuno sottomano", oppure "Si vede che
mi sta prendendo in giro oppure ha bisogno di qualcosa da me", oppure,
ancora, "Ma come fa a dire, dopo due volte che mi ha visto, che è
perdutamente innamorato: deve sicuramente essere uno stupido". . Invece
di essere contenti per aver avuto una conferma della nostra gradevolezza,
finiamo per pensare che interessiamo solo agli stupidi o alle persone
inferiori. Penseremo che qualcuno lo
faccia per interesse o vuole qualcosa da noi. Alla fine di questo processo,
la nostra autostima, invece che rafforzata, può risultare ulteriormente
confermata in negativo se non addirittura peggiorata. La
nostra autostima è un processo che "filtra" gli eventi esterni e
attribuisce un significato agli eventi stessi. L'autostima, infatti, non è un
unicum o un processo unitario: l'autostima è un insieme, più o meno armonico,
di valutazioni complessive che effettuiamo su noi stessi e che riguardano diversi
ambiti della nostra persona, come ad esempio: bellezza, intelligenza,
cultura, posizione sociale, competenze professionali, potere economico,
diritto di essere amati, adeguatezza nel ruolo di moglie, di figlio, di
amante, di genitore, e così via. Per chi vuole aumentare la stima
di sè stesso, il senso di accettazione e l’ assertività sono utili corsi di formazione individuali o
di gruppo, fatti da uno specialista psicologo-psicoterapeuta. |
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