L'autostima                            

 

 

La costruzione dell’ autostima inizia dall’ infanzia.   Se i genitori amano un bambino, sostengono le sue iniziative e curiosità, ridono per i suoi scherzi, gli consentono di trasgredire senza punirlo in modo eccessivo, e quando vietano un comportamento gli indicano comunque un'alternativa ad esso, allora questi genitori stanno lavorando per costruire nel loro figlio un'immagine positiva di se stesso, una sana fiducia nelle sue capacità e nel proprio diritto ad essere amato.
In futuro, questo bambino crescendo si  confronterà con altre persone: altri parenti, altri bambini, i compagni di scuola, le maestre, i professori. I successi e gli insuccessi che otterrà saranno tutti avvenimenti di grande importanza che contribuiranno a plasmare progressivamente l'immagine che ha di se stesso nei diversi ambiti della vita:  nella capacità di  risultare simpatico,di piacere a se stesso e agli altri fisicamente e caratterialmente, nella capacità    di riuscire nello sport e nello studio. Se le cose vanno bene: se è stato amato e apprezzato dai genitori  e dal suo ambiente, con il passare degli anni in questo bambino inizia a consolidarsi un'immagine positiva di se stesso, accettandosi e amandosi con   le proprie capacità e le proprie carenze.

 Durante l'adolescenza, però, si "riapre la partita": lo sviluppo intellettivo, emotivo e sessuale, espone la persona ad un'enorme quantità di nuove esperienze che rimettono in gioco il lavoro sino a quel punto consolidato, nel bene e nel male. Nuovi studi, nuovi compagni, il corpo che si trasforma, abilità intellettive notevolmente più raffinate, i primi amori caratterizzati da successi e da rifiuti, avranno un effetto fondamentale nello sviluppo della persona. Al termine dell'adolescenza, con l'adozione di un ruolo lavorativo, intellettivo e affettivo adulto, l'autostima è nella gran parte dei casi piuttosto consolidata. A questo punto sono necessari eventi significativi perché l'immagine di se stessi venga messa in discussione.

Se l'autostima è piuttosto consolidata con l'ingresso nell'età adulta, ciò non vuol dire che il grado di autostima non possa essere scalfita o modificata. Molte esperienze negative o di sconferma della nostra persona, infatti, possono far sorgere in noi l'immagine di una persona non degna d'amore, stupida, brutta, anche se la realtà dei fatti e l’ aspetto fisico  non avvalorano le auto-credenze.

Una bassa autostima genera sofferenza e incide in modo negativo sui nostri progetti di vita, sulle scelte affettive e professionali e  su molte decisioni quotidiane.
L'autostima, però, non è una "cosa" che abbiamo nella testa e non genera passivamente il suo effetto semplicemente per il fatto che è dentro di noi. L'autostima è una cosa attiva, è un processo, un modo di relazionarci al mondo ed alle persone ed è anche un modo per interpretare e dare un significato agli eventi in cui siamo coinvolti.

 Ad esempio, se ritenete di essere brutti o non degni d'amore, nel momento in cui una persona si fa avanti per corteggiarvi, potreste pensare: "Accidenti, si vede che non ha proprio nessuno sottomano", oppure "Si vede che mi sta prendendo in giro oppure ha bisogno di qualcosa da me", oppure, ancora, "Ma come fa a dire, dopo due volte che mi ha visto, che è perdutamente innamorato: deve sicuramente essere uno stupido". . Invece di essere contenti per aver avuto una conferma della nostra gradevolezza, finiamo per pensare che interessiamo solo agli stupidi o alle persone inferiori. Penseremo che  qualcuno lo faccia per interesse o vuole qualcosa da noi. Alla fine di questo processo, la nostra autostima, invece che rafforzata, può risultare ulteriormente confermata in negativo se non addirittura peggiorata.

 La nostra autostima è un processo che "filtra" gli eventi esterni e attribuisce un significato agli eventi stessi. L'autostima, infatti, non è un unicum o un processo unitario: l'autostima è un insieme, più o meno armonico, di valutazioni complessive che effettuiamo su noi stessi e che riguardano diversi ambiti della nostra persona, come ad esempio: bellezza, intelligenza, cultura, posizione sociale, competenze professionali, potere economico, diritto di essere amati, adeguatezza nel ruolo di moglie, di figlio, di amante, di genitore, e così via.

Per chi vuole  aumentare la  stima  di stesso, il senso di accettazione e l’ assertività sono utili corsi di formazione individuali o di gruppo, fatti da uno specialista psicologo-psicoterapeuta.