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	<title>COME VINCERE L&#039;ANSIA E VIVERE AL MEGLIO LA TUA VITA</title>
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	<description>Come vincere il panico, la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo e l&#039; ansia con le ultime tecniche.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Jun 2013 18:00:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La donna, la gravidanza e la paura di smettere di fumare</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 14:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Come smettere di fumare]]></category>
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		<category><![CDATA[Psicologia delle fumatrici]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[il fumo e la gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[smettere di fumare in gravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la donna che fuma la gravidanza è veramente un periodo difficile. Fumare in gravidanza innesca forti sensi di colpa, rafforzati dalla mentalità comune  che crede che il fumatore è un voglioso, un vizioso e che basta solo uno sforzo di volontà per smettere di fumare. Le stesse fumatrici concordano  con questa accusa, alimentando così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=760#main"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-760" title="Stop fumare in gravidanza 2" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2013/06/Stop-fumare-in-gravidanza-2-121x100.jpg" alt="" width="121" height="100" /></a>Per la donna che fuma la gravidanza è veramente un periodo difficile.</p>
<p>Fumare in gravidanza innesca forti sensi di colpa, rafforzati dalla mentalità comune  che crede che il fumatore è un voglioso, un vizioso e che basta solo uno sforzo di volontà per <a href="http://www.smetteredi-fumare.com/metodo-per-donna/">smettere di fumare</a>.</p>
<p>Le stesse fumatrici concordano  con questa accusa, alimentando così il disprezzo verso se stesse.<span id="more-759"></span></p>
<p>Le fumatrici che non riescono a togliersi il vizio di fumare sono piene di autocritica e di condanna.</p>
<p>Tutte le fumatrici giurano a se stesse e  promettono agli altri di smettere quando saranno in attesa di un bambino, ma l’ incapacità di fare a meno delle sigarette compromette la gioia e l’ euforia della gravidanza.</p>
<p>L’ auto-critica feroce, le critiche dei familiari e della gente perché continua a fumare, anziché smettere, si tramuta in aumento dell’ansia, che può arrivare fino al panico.</p>
<p>Le donne in gravidanza che continuano a fumare vengono trattate con disprezzo,incolpate e ritenute responsabili della loro debolezza.</p>
<p>Anche le amiche fumatrici della donna si uniscono al coro degli inquisitori. Il loro attacco sarà: ‘Proprio non capisco il tuo fumare, ora che sei incinta. Se fossi nei tuoi panni, io smetterei!’.</p>
<p>L’auto-condanna riguarda anche il cattivo esempio che crede di essere verso i figli.</p>
<p>Al giudizio negativo  si unisce il timore che, se le cose dovessero andare male c’è il rischio di far rimanere orfani i figli, anziché proteggerli.</p>
<p>Lo stress a cui sono sottoposte per sopportare le critiche, si aggiungono le preoccupazioni sul danno che il fumo può arrecare al feto, arrivando a vivere uno stato di panico nel caso di presenza di una malformazione fetale.</p>
<p>Alcune donne evitano di restare incinte, perché nasce un conflitto fra la necessità di smettere di fumare e l’ incapacità di fare a meno delle sigarette.</p>
<p>“Il potere della nicotina” fa nascere uno stato di panico perché genera un conflitto: la convinzione che è impossibile vivere senza l’ aiuto della sigaretta e la necessità di smettere di fumare.<em></em></p>
<p>La conoscenza del conflitto dei fumatori, della trappola e dell’ altalena dei sentimenti cui sono vittime le fumatrici, aiuterebbe a far sentire le donne meno colpevoli.</p>
<p>Il marito della fumatrice in stato di gravidanza, se conoscesse meglio le difficoltà della situazione, sarebbe una fonte di stress in meno, perchè</p>
<p>più gli altri la fanno sentire in ansia, tesa e insicura, più avrà bisogno del sostegno della sigaretta. <em>La sensazione di panico è reale. </em></p>
<p><em><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=761#main"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-761" title="Stop fumare in gravidanza" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2013/06/Stop-fumare-in-gravidanza-150x97.jpg" alt="" width="150" height="97" /></a>Ma se capisci che ogni sigaretta anziché alleviare l’ansia ne è proprio la causa, quel potere non solo finisce ma diventa, addirittura, la spinta più potente a smettere di desiderare  un’ altra sigaretta.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti di noi, fin dalla nascita, siamo vissuti in un ambiente di fumatori.</p>
<p>Fumavano tutti, anche i nostri genitori. Tutti condividevano l’ idea che era piacevole e indispensabile.</p>
<p>Tutti approvavano l’ opinione che fumare rilassava, calmava i nervi, aiutava ed era utile contro lo stress.</p>
<p>I nostri genitori e altri adulti, a parole dicevano che il fumo faceva male, ma continuavano a fumare. Quante volte i genitori ripetevano di non fumare, però la mamma era la prima ad accendersi una sigaretta quand’era nervosa. Le sigarette erano a portata di mano. La mamma fumava quando si riposava, dopo sistemate le faccende di casa. Fumava piacevolmente mentre prendeva il the e chiacchierava con le amiche. Cercava forsennatamente le sigarette quando era stressata,arrabbiata o quando le aveva finite.</p>
<p>Anche mio padre fumava. Quante volte l’ abbiamo visto accendersi una sigaretta quando si rilassava, la sera, dopo il lavoro. Fumava dopo cena, quando era incavolato o quando telefonava.</p>
<p>Quante volte, da piccoli, abbiamo visto gli adulti innervositi, che si accendevano una sigaretta e si calmavano.</p>
<p><em>Tutto questo bombardamento di immagini rassicuranti, ha contribuito a formare la convinzione che la sigaretta è di aiuto, ed è indispensabile quando siamo turbati emotivamente.</em></p>
<p>L’atto di concederci una sigaretta ha anche un significato profondo: imitiamo comportamenti rassicuranti di persone significative della nostra infanzia.</p>
<p>Quando fumi, ti offri una sigaretta. Te la concedi come un premio. Come un  conforto. Come un sostegno. Non fai così quando ti offri una sigaretta? Come quando da piccoli, di fronte alle nostre paure, la mamma ci rasserenava con un dolce o un abbraccio.</p>
<p>Non è solo una semplice abitudine, appresa ed ereditata. Il problema dei fumatori è che il fumo crea dipendenza perché il fumare si basa,oltre ad un fatto di dipendenza chimica, <strong><span style="text-decoration: underline;">soprattutto su bisogni inconsci profondi dell’ uomo e della donna.</span></strong></p>
<p>Il bisogno di una mano amica nei momenti di bisogno, la necessità di ricevere sostegno, di ricevere uno slancio, di non sentirsi soli, di combattere la solitudine, di condividere, di gioire insieme, congratularsi,  di essere perdonati, crea le condizioni per desiderare una sigaretta.</p>
<p>Tutto questo significa, anche, condividere, stare con gli altri, far parte del gruppo, essere accettati ed essere amati.</p>
<p>Il momento in cui ti fermi e ti accendi una sigaretta, ti fai un atto di riguardo e di affetto verso te stessa.</p>
<p>Le sigarette sembrano più buone e sembra che aiutano a superare          l’ insicurezza.</p>
<p>Fumiamo così come abbiamo visto fare in passato, dai nostri genitori e adulti significativi.</p>
<p>Il fatto che le multinazionali o lo stato ci speculi o ci guadagni, non ti interessa. A te interessa perché ti sembra che ti è utile, perché è un modo per incoraggiarti. E’ un momento così magico  che diventa un rituale. Per questo è così difficile rinunciarci.</p>
<p><em><strong>Per <a title="Smettere di fumare" href="http://smetteredi-fumare.com/metodo-per-donna/">smettere di fumare</a> si deve risolvere il problema alla radice. Bisogna analizzare il bisogno che porta al desiderio di fumare.</strong></em></p>
<p>Altro che dipendenza,astinenza o abitudini, per smettere di fumare sigarette, o eliminare altre forme di dipendenza, è necessario estirpare profonde radici inconsce. Come fare?</p>
<p><em>Trovare persone, pubblicazioni o metodi che hanno preparazione specialistica adeguata. Come?</em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.smetteredi-fumare.com/">Cercare informazioni</a></strong> sul curriculum della persona e  informazioni  dettagliate sul metodo  proposto.</em></p>
<p><em>Diiffidare sui metodi miracolistici che magicamente vi trasportano nell’area ex-fumatori.  </em></p>
<p><em>Le ricadute sono vissute in modo fallimentari e legano alla convinzione che è impossibile uscire dalla dipendenza.</em></p>
<p>Leggi anche:<strong> <a title="Ecco come le difficoltà ti impediscono di smettere di fumare" href="http://www.psicologodinunzio.com/il-fumo-e-la-frustrazione/"> Ecco come le difficoltà ti impediscono di smettere di fumare</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il disturbo ossessivo compulsivo: come si manifesta, come affrontarlo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 12:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cura e Trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Ossessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[compulsioni]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo ossessivo-compulsivo]]></category>
		<category><![CDATA[ossessioni]]></category>
		<category><![CDATA[rituali ossessivi]]></category>
		<category><![CDATA[terapia del disturbo ossessivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il disturbo ossessivo è caratterizzato  da una intrusione nella coscienza di  pensieri, immagini o azioni, in maniera  invasiva e intrusiva. Elementi  minacciosi  che  provengono dall’ inconscio, inondano la coscienza in maniera continuata, contro la volontà e fuori dal controllo. Si tratta di  un Disturbo Ossessivo Compulsivo, o comunemente D.O.C. Le ossessioni quando si accompagnano ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>disturbo ossessivo</strong> è caratterizzato  da una intrusione nella coscienza di  pensieri, immagini o azioni, in maniera  invasiva e intrusiva. Elementi  minacciosi  che  provengono dall’ inconscio, inondano la coscienza in maniera continuata, contro la volontà e fuori dal controllo.</p>
<p>Si tratta di  un <strong>Disturbo Ossessivo Compulsivo</strong>, o comunemente <strong>D.O.C</strong>.</p>
<p>Le ossessioni quando si accompagnano ad atti o azioni  forzate, come contare, controllare, lavare, si chiama Disturbo Ossessivo-Compulsivo.</p>
<p>E&#8217; un disturbo che colpisce, indistintamente per età e sesso. Può infatti manifestarsi sia <span id="more-141"></span>negli uomini sia nelle donne, indifferentemente, e può esordire nell&#8217;infanzia, nell&#8217;adolescenza o nella prima età adulta.</p>
<p>L&#8217;età tipica in cui compare più frequentemente è tra i 6 e i 15 anni nei maschi e tra i 20 e i 29 nelle donne. I primi sintomi si manifestano nella maggior parte dei casi prima dei 25 anni (il 15% ha esordio intorno ai 10 anni) e in bassissima percentuale dopo i 40 anni.</p>
<p>Migliaia di persone in Italia soffrono di disturbo ossessivo compulsivo e ancor più ne hanno sofferto in qualche momento della loro vita. Fortunatamente oggigiorno sono disponibili dei trattamenti alquanto efficaci nel debellare il disturbo e nel restituire al paziente DOC la possibilità di ricostruirsi una vita soddisfacente e libera.</p>
<p>Quali sono le ossessioni e le compulsioni più tipiche?</p>
<p><em>Ossessioni aggressive:</em></p>
<p>Timore di fare del male agli altri ·Timore di fare del male a sé ·Immagini violente o terrificanti ·Timore di lasciarsi sfuggire oscenità o insulti ·Timore di fare qualcosa di imbarazzante ·Timore di mettere in atto altri impulsi (es. derubare una banca, compiere furti nei supermercati, ingannare il cassiere) ·Timore di essere responsabile di cose che stanno andando male (es. fallimento della compagnia in cui lavora) .Timore che possa accadere qualcosa di terribile (es. un incendio, un furto con scasso, la morte o la malattia di parenti/amici, superstizioni varie) ·</p>
<p><em>Ossessioni di contaminazione:</em></p>
<p>Preoccupazioni o disgusto riguardanti perdite o secrezioni corporali (es. urine, feci, saliva) ·Preoccupazione riguardanti sporcizia o germi · Preoccupazione eccessiva riguardante contaminanti ambientali (es. radiazioni, gas, tossici) ·Preoccupazione eccessiva relativa a oggetti domestici (es. detersivi, solventi, animali domestici) ·Preoccupazione di ammalarsi ·Preoccupazione di fare ammalare altre persone (in senso eteroaggressivo)</p>
<p><em>Ossessioni sessuali:</em></p>
<p>Pensieri, immagini o impulsi sessuali proibiti o perversi ·Contenuto riguardante bambini ·Contenuto riguardante animali ·Contenuto incestuoso ·Contenuto omosessuale ·Comportamento sessuale rivolto verso gli altri (in senso eteroaggressivo) ·</p>
<p><em>Ossessioni di accumulo/collezione</em></p>
<p><em>Ossessioni religiose</em></p>
<p><em>Ossessioni con necessità di simmetria, esattezza e ordine</em></p>
<p><em>Ossessioni varie:</em></p>
<p>Necessità di conoscere o ricordare ·Timore di dire certe cose · Timore di non dire le cose esattamente ·Immagini intrusive (neutre) · Suoni, parole o musica intrusive prive di significato ·Numeri fortunati/sfortunati ·Colori con significato speciale · Altre Ossessioni somatiche</p>
<p><em><strong>Le Compulsioni</strong></em></p>
<p><em>Compulsioni di pulizia e lavaggio</em></p>
<p>·Lavaggi delle mani eccessivi o ritualizzati · Fare la doccia, il bagno, lavarsi i denti o strofinarsi in modo eccessivo o ritualizzato · Compulsioni riguardanti la pulizia di articoli casalinghi o di altri oggetti inanimati ·Altri provvedimenti per rimuovere il contatto con i contaminanti ·Altri provvedimenti per rimuovere i contaminanti</p>
<p><em>Compulsioni di calcolo</em></p>
<p><em>Compulsioni di controllo:</em></p>
<p>Controllo di porte, serrature, stufe, apparecchi di uso domestico, freno di emergenza dell’auto, etc ·Controllare di non aver fatto o di stare per fare male agli altri ·Controllare di non aver fatto o di stare per fare male a se stessi ·Controllare che non stia per accadere qualcosa di terribile · Controllare la presenza di contaminati</p>
<p>Altri <strong>compulsioni o rituali</strong> di ripetizione:</p>
<p>Entrare/uscire dalla porta, alzarsi e risedersi sulla sedia, etc ·</p>
<p>Compulsioni di riordinamento/organizzazione</p>
<p>Compulsioni di accumulo/collezione</p>
<p>Compulsioni somatiche</p>
<p>Compulsioni varie</p>
<p>·<em>Rituali mentali</em> (diversi dal controllare/contare) ·Bisogno di dire, chiedere o confessare · Bisogno di toccare ·Provvedimenti per prevenire: eventi negativi a se stessi ·(Non controllando) eventi negativi agli altri.</p>
<p>I  sintomi di del disturbo ossessivo – compulsivo  producono molta sofferenza e fatica, ma  sono efficaci a  non far abbassare  la guardia, a  tenere desta  l’ attenzione   contro  la  minaccia interna.  Sono     difese contro una minaccia interna.</p>
<p>Imperativo comune del disturbo ossessivo  è : “ Non posso, non devo distrarmi. E’  terribile se perdo il controllo…”   Quindi:  PAURA DI PERDERE IL CONTROLLO.</p>
<p>Anche nelle fobie  c’è questo imperativo:  “Se  sono in ascensore,  in autostrada, in mezzo alla folla, temo di sentirmi male,   devo evitarlo , sarebbe  una figuraccia …” .  Ma essendo situazioni  o posti minacciosi chiari e specifici , si  possono evitare.</p>
<p>Con le  ossessioni   non si può evitare, perché la minaccia   è dentro di noi, è terribile, è  sconosciuta e può accadere  in qualsiasi momento. Allora scatta l’ imperativo: “ Il pericolo è dentro di me.  E’  fuori dal mio controllo. Non posso evitarlo.  Non posso distrarmi”</p>
<h3><strong>Terapia del Disturbo Ossessivo Compulsivo</strong></h3>
<p>Il trattamento del DOC che ha dimostrato la maggiore efficacia è costituito da una adeguata  farmacoterapia,  combinata con la psicoterapia.</p>
<p><em>La diverse tecniche terapeutiche più importanti utilizzate nella psicoterapia del DOC , ha un approccio bifocale: verso la parte  sintomatologica e alla ricerca e ricostruzione delle esperienze del passato, alla liberazione della memoria emozionale,  la t<em>erapia immaginativa,<em>ipnosi regressiva,</em> </em> terapia strategica breve ,  speciali protocolli EMDR specifico per il disturbo ossessivo, la<em> terapia cognitiva comportamentale</em>.</em></p>
<p>Nella terapia di questo disturbo ogni trattamento che mira alla sola eliminazione o diminuzione  dei  sintomi funziona poco.</p>
<p><em>L’  ossessione  e la compulsione  sono difese,  che servono al paziente per  prevenire guai maggiori.  E’ meglio  non  toccare queste  difese;  per il soggetto il  problema  più  grande  è la paura di perdere il controllo. I sintomi fobici-ossessivi  andranno via quando non serviranno più. </em></p>
<p>Il paziente si  sta difendendo contro una  terribile ansia. Immagini intrusive  alimentano il disturbo   in modo continuo e senza sosta.  Rituali e  condotte compulsive forniscono  una  qualche sensazione di controllo e lo rassicurano.</p>
<p>Le immagini, i pensieri e  le compulsioni sono la sofferenza e il fastidio maggiore per il paziente DOC, ma sono utili, perchè danno un l&#8217; impressione di un certo controllo. Quello che teme di più il paziente fobico-ossessivo è proprio la paura di perdere il controllo. Le terapie che vanno ad attaccare solo i  rituali e la sintomatologia ossessiva non fanno un buon servizio.</p>
<p>Il paziente  teme la peggio, visto il   tipo di   conseguenze catastrofiche  suggerite   dalla sua immaginazione. Lo scopo  di queste immagini  catastrofiche e intrusive  è quello  di non  far mollare il controllo, perché quello che sta immaginando può accadere.</p>
<p>Questi soggetti,  tante volte, evitano anche di seguire  la prescrizione farmacologica dello psichiatra, perché  pensano “se la medicina mi fa rilassare, se non sono estremamente vigile   mi accade  qualcosa di brutto…!”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Esaminiamo un caso clinico<span style="font-size: 13px;">  per studiare il m</span><span style="font-size: 1.17em;">eccanismo fisiologico  del disturbo</span></strong></span></p>
<h3><span style="font-size: 13px;"> </span><span style="font-size: 13px;">Esaminiamo la paura dello sporco e la compulsione  di lavarsi le mani   di un caso  clinico di una paziente  con disturbo ossessivo-compulsivo.</span></h3>
<p>Questa donna  presentava una eccessiva  paura di essere sporca  e una necessità  compulsiva  di lavarsi ripetutamente  le mani fino a scorticarle.   Aveva ricevuto una rigida educazione sessuofobica:  considerava la sessualità  una cosa sporca.  Ad ogni pensiero  o immagine di natura sessuale proveniente  dall’ inconscio, era invasa  dall’ ansia  e aveva necessità di lavarsi le mani.</p>
<p>Il meccanismo era che ad ogni segno di tensione interna, di turbamento o di ansia scattava la necessità   di andare a purificarsi: &#8216; si sentiva sporca &#8216; perché aveva avuto  desideri e immagini  a sfondo sessuale.</p>
<p>Comando interno:  “Ogni desiderio di natura  sessuale è peccaminoso e pericoloso. Io  non accetto e non posso essere sporca !!”.</p>
<p>La terapia, svolta con successo, ha tenuto in secondo piano eccessiva attenzione verso i sintomi del sistema ossessivo- compulsivo, non ha cercato di bloccare l&#8217; esigenza compulsiva del lavaggio,  ma  ha lavorato per riportare alla luce gli episodi  carichi di emotività della storia personale.</p>
<p>E&#8217; stato un  lungo processo curativo di   desensibilizzazione  e di cancellazione  degli episodi del passato della memoria emotiva.</p>
<p>Il risultato finale raggiunto è stato che   le immagini  o i desideri di natura sessuale non sono  più associate ad emozioni  negative, pericolose  e minacciose.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a title="Come vincere le fobie e le ossessioni" href="http://www.psicologodinunzio.com/come-vincere-le-fobie-e-le-ossessioni/">Come vincere le fobie e le ossessioni</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a title="E.M.D.R." href="http://psicologodinunzio.com/e-m-d-r/">EMDR</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a title="Esercizi per l’ansia" href="http://psicologodinunzio.com/esercizi-per-lansia/">Per vincere l&#8217; ansia- Esercizi</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a title="Mi Presento" href="http://psicologodinunzio.com/Home/">Home</a></strong></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Ecco come le difficoltà ti impediscono di smettere di fumare</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 18:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come smettere di fumare]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Paura delle malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo vuole informare sul funzionamento cerebrale della fisiologia della frustrazione,come si sviluppa e perchè la frustrazione è responsabile del mantenimento del vizio del fumo e della difficoltà a smettere di fumare. Il fumatore che non può fumare, o che decide di smettere, vive uno stato di frustrazione. Se c’è qualcosa che impedisce di fumare, dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo articolo vuole informare sul funzionamento cerebrale della fisiologia della frustrazione,come si sviluppa e perchè la frustrazione è responsabile del mantenimento del vizio del fumo e della difficoltà a <strong><a href="http://http://www.smetteredi-fumare.com/newsletter/index.html">smettere di fumare</a></strong>.</em></p>
<p>Il fumatore che non può fumare, o che decide di smettere, vive uno stato di frustrazione. Se c’è qualcosa che impedisce di fumare, dopo che ha deciso di accendere una sigaretta, sente la mancanza e la privazione.<br />
Se ha il pacchetto vuoto, o sta senza sigarette, il fumatore vive con disagio e rabbia la privazione.<br />
Questo perché aveva creato il desiderio e si era messo in aspettativa di qualcosa da gustare.<br />
<a href="http://psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/08/fumare-per-vincere-frustrazioni-uomo2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-334" title="fumare per vincere frustrazioni (uomo)" src="http://psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/08/fumare-per-vincere-frustrazioni-uomo2.jpg" alt="" width="194" height="259" /></a>Se continuava a non pensarci, con la sicurezza di avere le sigarette, poteva stare ancora diverso tempo senza fumare.</p>
<p>I  fumatori, anche quelli più accaniti, quando si trovano in posti dove non si può fumare riescono a stare tanto tempo senza fumo, senza soffrire di privazione.                              Ad esempio, in chiesa non si fuma,<span id="more-331"></span></p>
<p>nella sala d’ aspetto di un medico, nelle corsie degli ospedali, in aereo, nei reparti non fumatori del treno e altri posti, il fumatore riesce tranquillamente a stare senza pensare al fumo diverso tempo e senza soffrire di astinenza.                                                                 Infatti, il fumatore dorme tante ore durante la notte, senza svegliarsi in preda ai sintomi di astinenza.</p>
<p>Il problema arriva se non può fumare quandosi crea la voglia, allora arriva il panico.<br />
Ma se è distratto e poi esce da questa distrazione e pensa: &lt;&lt; Ora fumo una sigaretta&gt;&gt;, allora arriva il desiderio.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Il meccanismo mentale che si crea è simile a quello dello stato di FRUSTRAZIONE.</strong></p>
<p>La frustrazione è un disagio che si prova quando è sbarrata la strada verso i nostri obiettivi.<br />
<strong><em>Quando qualcosa blocca la soddisfazione di un desiderio si prova un senso di frustrazione.</em></strong><br />
Quando, d’ un tratto, un ostacolo impedisce il nostro cammino verso la soddisfazione di un bisogno o di un desiderio, si prova fastidio, rabbia, frustrazione e disagio.                        In questi momenti la necessità di rimuovere l’ ostacolo che ostruisce il nostro cammino si avverte in maniera molto forte.</p>
<p><em><strong> La nostra vita è fatta di bisogni, di obiettivi e desideri da realizzare. Noi siamo tesi verso una meta.                                                                                                          </strong></em>Immaginiamo questa tensione verso l’ obiettivo, come un fiume.                                         L’ acqua scende a valle con tutta la carica della sua energia.Se il corso del fiume trova un ostacolo e il percorso viene sbarrato, tutta l’ energia potenziale dell’ acqua crea una spinta contro l’ ostacolo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> Così succede all’ Uomo.</span> Lo stesso meccanismo accade anche nell’ Uomo, solo che al posto del fiume c’è un impulso elettrico, generato dal nostro cervello.</p>
<p>La mente crea una motivazione e una spinta, per raggiungere e soddisfare le nostre aspirazioni.<br />
Il cervello crea un treno di impulsi elettrici che vanno a sollecitare la mente e i muscoli.</p>
<p>Nel cervello ci sono convinzioni che canalizzano gli stimoli elettrici verso la soddisfazione del desiderio.<br />
La mente del fumatore  ospita convinzioni che il fumo è piacevole, che piace, che aiuta, che stimola, e quindi ha necessità di fumare. Si crea il bisogno.</p>
<p>Se qualcosa impedisce di fumare, viene sbarrato il percorso verso la soddisfazione del desiderio.                                                                                                                                Si crea una FRUSTRAZIONE, ossia a un impedimento alla soddisfazione.<strong><em> Si crea una energia che preme, si crea UNA TENSIONE.</em></strong></p>
<p>Il fiume, mentre scende a valle, ha un’ energia che pigia e spinge sull’ ostacolo. Ogni frustrazione crea disagio, aumento della tensione, mentre a livello emotivo si prova rabbia e ansia.</p>
<p>Appena si può fumare, viene rimosso l’ ostacolo, si elimina la tensione e torna la tranquillità.<br />
<em></em></p>
<p><em>Il fumatore  è convinto che il fumo aiuta, rilassa e serve, se <em>decide di smettere di fumare,</em> in questo modo non può rinunciare alla sigaretta, perchè la rinuncia a fumare, quando ha voglia, crea una frustrazione, un desiderio, un disagio e un aumento della tensione.</em><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Se fuma elimina il disagio, NON perché ha apportato nicotina nel corpo, ma perché ha eliminato la frustrazione.</strong></p>
<p>Se cambi le convinzioni a monte non ci sarà frustrazione o tensione da calmare col fumo.</p>
<p>Il fumatore si trova a metà del percorso del fiume: tra le convinzioni della bontà del fumo e  un desiderio che ha creato che gli crea una tensione e una energia da dissipare.</p>
<p>Uno dei motivi per cui il fumatore non è disposto a<strong> <a href="http://http://www.smetteredi-fumare.com/newsletter/index.html">smettere di fumare</a> </strong>è perché erroneamente è convinto che il fumo rilassa.</p>
<p>Secondo il meccanismo della frustrazione che abbiamo appena visto, la tensione arriva quando il fumatore si mette in aspettativa di qualcosa di gradevole, si crea il bisogno e una tensione. Con l&#8217;atto di fumare  il fumatore elimina la tensione  perchè soddisfa quell’ aspettativa.</p>
<p>Lo stesso fenomeno avviene anche quando desideriamo qualsiasi altra cosa, come un pezzo di dolce, ad esempio.<br />
La sola differenza è che il dolce siamo disposti a rinunciarci o a rimandare il consumo, mentre le sigarette non siamo disponibili a farne a meno, perché ritenute indispensabili. <strong>Non è solo una questione di convinzione?</strong><br />
<strong></strong></p>
<p>Per maggiori informazioni sul meccanismo cerebrale descritto, leggi l&#8217;articolo <a title="Neurofisiologia dell’ansia e del panico" href="http://psicologodinunzio.com/neurofisiologia-dellansia-e-del-panico/"><strong><span style="color: #0000ff;">Neurofisiologia dell&#8217; ansia e del panico</span></strong></a></p>
<p><strong><a href="http://www.smetteredi-fumare.com/">Come smettere di fumare facile</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Esercizi e consigli Per Vincere La Depressione</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 15:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni abilità]]></category>
		<category><![CDATA[Cura e Trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Pessimisti]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sfortuna]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La parola DEPRESSIONE indica uno stato di sofferenza psichica. E’ un insieme di sintomi che rovinano in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura sé stessa. La persona depressa ha dubbi su se stesso, gli altri, il mondo esterno e sul futuro. La depressione è un disturbo molto diffuso. E’ anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=523#main"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-523" title="Ansia" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/Ansia-97x100.jpg" alt="" width="97" height="100" /></a><br />
La parola DEPRESSIONE indica uno stato di sofferenza psichica.</p>
<p>E’ un insieme di sintomi che rovinano in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura sé stessa. La persona depressa ha dubbi su se stesso, gli altri, il mondo esterno e sul futuro.</p>
<p>La depressione è un disturbo molto diffuso. E’ anche chiamato MALE OSCURO.  E’ fonte di sofferenza, di solitudine e di disperazione. <span id="more-733"></span>Per alcuni può essere anche fatale. Ma anche senza arrivare a comportamenti estremi, come un suicidio, lo stato di stress e di disperazione ha un effetto di un calo e un rallentamento  sull’attività del sistema immunitario.</p>
<p><strong>Come riconoscere se hai una depressione?</strong></p>
<p>Se soffri di DE-PRESSIONE vuol dire che sei di fronte ad un abbassamento dell’ energia vitale.</p>
<p>Immagina un fiume. L’acqua scorre fino alla meta che è il mare, un lago o un ’ affluenza con un altro fiume. Immagina il fiume che scorrendo a valle trova un ostacolo, un impedimento, una diga. L’energia posseduta trova un blocco. Succede allora che a monte della barriera  l’energia è precipitosa,  preme, c’è sofferenza. A valle si verifica un calo di energia.</p>
<p><em>E’ quello che succede nell’animo umano.</em></p>
<p>La nostra vita, a causa delle difficoltà e dei problemi dell’esistenza, le aspirazioni, gli obiettivi, la vitalità nervosa, la spinta e l’energia  possono subìre un impedimento,un arresto, una frustrazione.</p>
<p>Una disgrazia, una malattia, la mancanza di fiducia in noi stessi, ecc.  rappresentano ostacoli al raggiungimento degli obiettivi prefissati. La carica vitale viene rallentata o arrestata. Si genera un senso di frustrazione e col passare del tempo si trasforma in una depressione.Si avranno  sintomi come:</p>
<p><em>stato di tristezza,</em></p>
<p><em>agitazione, ansia,</em></p>
<p><em>rallentamento psicomotorio,</em></p>
<p><em>diminuzione di energia, affaticamento, sentirsi “appesantiti”,</em></p>
<p><em>atteggiamento pessimistico nei confronti del futuro,</em></p>
<p><em>lamentele riguardo agli eventi passati o rimpianti,</em></p>
<p><em>sentirsi senza speranza, che non c&#8217;è più nulla da fare</em></p>
<p><em>sentirsi colpevoli, senza valore, inadeguati, impossibili da aiutare</em></p>
<p><em>facilità al pianto o crisi di pianto,</em></p>
<p><em>difficoltà di concentrazione ed attenzione,</em></p>
<p><em>insonnia o aumento del bisogno di dormire,</em></p>
<p><em>aumento dell&#8217;appetito e aumento considerevole del peso,</em></p>
<p><em>assenza di appetito e perdita di peso.</em></p>
<p><em>Perdita di interesse o di piacere nel sesso,</em></p>
<p><em>ritiro sociale, ricerca della solitudine,</em></p>
<p><em>sentirsi incapaci di riposare,</em></p>
<p><em>irritabilità,</em></p>
<p><em>pensieri di morte o di suicidio,</em></p>
<p><em>tentativi di suicidio.</em></p>
<p><strong><em>Questa è la DEPRESSIONE: ossia sofferenza a monte, nella mente, e calo di energia a valle, nel comportamento.</em></strong></p>
<p>Può assumere la forma di un singolo episodio transitorio (episodio depressivo), oppure di un disturbo (disturbo depressivo).</p>
<p>L&#8217;episodio o il disturbo depressivo è caratterizzati a sua volta da una maggiore o minore gravita&#8217;.</p>
<p>Può prendere la forma di un  disturbo depressivo maggiore o disturbi dell&#8217;umore quali:</p>
<p>-<strong>nevrosi depressiva</strong> ( o disturbo distimico),</p>
<p>-<strong>disturbo dell&#8217;adattamento con umore depresso</strong></p>
<p>-<strong>depressione secondaria</strong></p>
<p><strong>depressione reattiva,</strong> caratterizzata da una reazione eccessiva ad eventi tristi e luttuosi, vissuti come gravi perdite, quali una delusione amorosa, l&#8217;insuccesso nell&#8217;affermazione sociale, la frustrazione delle proprie aspettative.ecc.</p>
<p><strong><a href="http://www.psicologodinunzio.com/la-mente-puo-conservarvi-sani/malessere-2/" rel="attachment wp-att-545"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-545" title="malessere" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/malessere-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a></strong></p>
<div></div>
<p><strong>  -depressione mascherata</strong>, quando si manifesta soprattutto a livello   fisiologico, con le malattie, cosiddette, psicosomatiche</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Depressione post-partum</strong></p>
<p>L&#8217;aumento e la diminuzione della produzione di ormoni sessuali, nella donna, rende possibile l&#8217;interazione tra le funzioni endocrine e i processi psicodinamici.</p>
<p>La depressione post-partum è, originata dalle emozioni improvvise e violente, ingenerate dal corso del travaglio, con forti influenze traumatiche sulla personalità della madre.</p>
<p>Il trauma della nascita, i mutamenti ormonali, i dolori del travaglio , l&#8217;eccitazione del parto e le mutazioni delle condizioni fisiologiche creano una tendenza alla regressione che, nella più parte dei casi, è l&#8217;origine della depressione post-partum. Infatti, può accadere che nel momento della separazione dal bambino, iniziano sindromi quali l&#8217;ansia, la depressione, il sentirsi vuote, un desiderio di mangiare smodatamente. La fame di affetto della madre, il suo bisogno d&#8217; amore e di unirsi al bambino, di iperproteggerlo e iperpossederlo sono tutte manifestazioni esagerate delle emozioni che si originano dai processi biologici della maternità e l&#8217;intensità di queste manifestazioni indicano il significato che ha per la madre il trauma della separazione al momento del parto.</p>
<p><strong>Depressione infantile</strong></p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/esercizi-e-consigli-per-vincere-la-depressione/bambino-sofferente-2/" rel="attachment wp-att-531"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-531" title="bambino sofferente" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/bambino-sofferente-150x87.jpg" alt="" width="150" height="87" /></a>In passato era diffusa la convinzione  che le malattie psichiche colpivano solo gli adulti e  non potessero colpire, anche i bambini, come una forma di immunità.</p>
<p>Gli stati depressivi infantili , nel bambino non si manifestano in modo sovrapponibile con i quadri depressivi  dell&#8217;adulto, ma attraverso il linguaggio mimico-gestuale-motorio e attraverso il linguaggio degli organi.</p>
<p>Pertanto, si può dire che, nell&#8217;infanzia, i sintomi depressivi classici, come la tristezza, inibizione, colpa, ecc., sono rimpiazzati da sintomi fobico-ossessivi, nevrastenici, vegetativi, psicosomatici e comportamentali, tanto da poter giustificare le definizioni di equivalenti depressivi  di depressione mascherata.</p>
<p>Nell’ infanzia l&#8217;espressione fondamentale della sindrome depressiva è soprattutto sul versante somatico, mentre i segni psichici non sono ancora evidenti.</p>
<p>Il quadro clinico infantile  è caratterizzato da sintomi somatici quali l’assenza di tono, l&#8217;astenia, la facile stancabilità, la perdita dell&#8217;appetito, e la variazione ponderale  che possono accompagnarsi ad alcuni sintomi organici localizzati, quali  sensazioni dolorose, in generale,  al capo, al torace, alla colonna vertebrale, agli arti e un senso di parestesia generale.</p>
<p>Ai fini diagnostici è molto importante individuare la distinzione tra le Depressioni semplici, Monopolari, bi-polari ( ENDOGENE ), nevrotiche, dove le motivazioni non sono chiaramente presenti alla coscienza, dalla Depressione Reattiva (PSICOGENA ) , dove si rivela determinante la reazione agli eventi negativi e i meccanismi psicodinamici della personalità  che la mantengono.</p>
<p><strong>Perché finora  non sei riuscito a vincere la depressione</strong></p>
<p>Perché è un male subdolo, che si insinua lentamente nella nostra mente.</p>
<p>Non si sa come fare per vincerla, non sempre si hanno strumenti adeguati. Una componente del disturbo depressivo  è la sensazione di essere indegni, il senso di colpa e quindi la convinzione di non meritare cose positive.</p>
<p>Non si riesce ad uscirne perché non abbiamo la forza di affrontare, sovrastare e capovolgere la negatività che rivolgiamo verso noi stessi</p>
<p><strong>Cosa fare con la depressione? </strong></p>
<p>La cura della depressione può essere lunga, difficile e se fatta in modo non efficiente si corre il rischio di ricadute.</p>
<p>Inizialmente,quando il disturbo non è ancora intenso e notevole,  basta seguire direttive e  regole di vita improntate all’ottimismo, alla fiducia e alla consapevolezza che non si può aspirare ad una vita senza difficoltà e la fiducia sulle proprie possibilità. Quando i problemi sono eccessivi e le capacità di fronteggiamento risultano insufficienti, quando esistono conflitti all’ interno della personalità o altri gravi motivi, è utile ricorrere a professionisti che possono darci una mano.</p>
<h3><strong><em>Intanto ecco alcuni suggerimenti per affrontare  il male oscuro.</em></strong></h3>
<p><strong>Come liberarsi dalla depressione.  <em>Esercizi e Consigli </em></strong></p>
<p>Torna ad immaginare la mente, l’ energia vitale e i desideri che pretendono la realizzazione, come un fiume che viene sbarrato da massi,tronchi, sterpaglie e assi di legno. Questi intralci ostacolano la corrente del fiume, fino a sbarrarlo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Nella mente questi blocchi sono costituiti dai nostri pensieri negativi.</span></p>
<p>Bisogna fare un lavoro di pulizia di tutto ciò che intasa il percorso del fiume, che impedisce all’ acqua di scorrere liberamente.</p>
<p>-Bisogna sfilare le assi di legno dalla corrente del fiume. Come si fa?</p>
<p>Trovare i pensieri negativi, ad esempio: «<em>Non me ne va bene una</em>», «<em>sono una frana</em>», «<em>tutte a me capitano</em>», «<em>non valgo nulla</em>», ecc.,discutere animatamente con noi stessi per provare realmente, con prove alla mano, se queste auto-accuse sono valide o meno.</p>
<p>Un meccanismo cerebrale della depressione è quella di mettere un filtro alle cose che accadono: praticamente si bloccano e si  evita l’attenzione sulle cose positive. In questo modo spostando permanentemente il selettore delle informazioni solo sul polo negativo, il depresso si convince sempre di più della veridicità del suo scarso valore.</p>
<p>Bisogna tornare all’ obiettività. Quando dici: «<em>Non me ne va bene una…</em>», devi chiederti con forza:  «<em>Ma è proprio così?                                                                                                       E’sicuro che capitano solo cose negative</em>?                                                                                         <em>Non che è sono io a far andare male le cose, per avere la conferma di quello che penso? </em></p>
<p><em>Non è che è un modo per avere le attenzioni degli altri?                                                                Non è che è un modo per punire qualcuno?                                                                                 <span style="text-decoration: underline;">Dammi le prove reali di quello che dici!</span></em><em><span style="text-decoration: underline;">»</span></em><em><span style="text-decoration: underline;">.</span></em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Voglio darti un altro avviso.</span> </strong>Farai un sacco di fatica. Come per il pensiero ossessivo e quello paranoico , sembra che il depresso abbia un piacere perverso a continuare a ruminare i pensieri negativi. Sembra che trae un godimento a rimanere nella palude dei pensieri negativi. Per uscirne e abbandonare la depressione dovrà fare un sforzo notevole<del cite="mailto:MarioPsychologist" datetime="2013-05-07T15:49">. </del></p>
<p>-Fai movimento, vai in palestra, fai attività fisica, cammina. Il moto aumenta la produzione di endorfine. Queste droghe naturali danno benessere e gioia di vivere.</p>
<p>-Trascorri del tempo all’ aperto. La luce solare stimola la produzione di serotonina: un neurormone che contrasta la depressione.</p>
<p>- Vivi il più possibile a contatto con la natura. La natura esercita un potente effetto antidepressivo.</p>
<p>-Mangia cibi sani. Mangia più spesso frutta, verdura e pesce.</p>
<p>-Assumi alimenti con OMEGA3.</p>
<p>-Assumi un complesso di vitamina B.</p>
<p>-Coltiva le amicizie. C’è una forte correlazione fra l’ isolamento sociale, la solitudine e la depressione. Combatti la tendenza ad isolarti. Tu non sei solo.</p>
<p>- Il tuo Io profondo trae beneficio dalla preghiera, la meditazione e lo Yoga.</p>
<p>-Aiutati con prodotti naturali che trovi in erboristeria o con i fiori di Bach.</p>
<p>- Se la tua depressione deriva da una vicenda dolorosa,un incidente, un trauma o un lutto, rivolgiti ad un terapeuta, specialista<a title="E.M.D.R." href="http://www.psicologodinunzio.com/e-m-d-r/"><strong> E.M.D.R</strong>.</a>, per mezzo di questa nuova metodica ti aiuterà in breve tempo a ritrovare la serenità.</p>
<p style="text-align: left;">Leggi anche:<a title="LA DEPRESSIONE" href="http://www.psicologodinunzio.com/la-depressione/"> La depressione</a></p>
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		<title>Come ottenere il posto desiderato</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 15:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni abilità]]></category>
		<category><![CDATA[Informazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ottimisti]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincere l' ansia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8216;Come ottenere il posto desiderato&#8217; di  Sidney e Mary Edlund è un  articolo datato, ma ancora valido. E&#8217; pieno di consigli su come &#8216;vendere se stessi&#8217; per ottenere il lavoro.  In tempi difficili come ora, è assolutamente indispensabile  saper presentare se stessi,  rendere visibile le nostre capacità,  apparire indispensabili ed emergere sulla concorrenza.  &#160; &#160; &#160; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8216;Come ottenere il posto desiderato&#8217; di  Sidney e Mary Edlund è un  articolo datato, ma ancora valido. E&#8217; pieno di consigli su come &#8216;vendere se stessi&#8217; per ottenere il lavoro.  In tempi difficili come ora, è assolutamente indispensabile  saper presentare se stessi,  rendere visibile le nostre capacità,  apparire indispensabili ed emergere sulla concorrenza. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=225" rel="attachment wp-att-225"><img class="alignleft size-full wp-image-225" title=" verso la realizzazione " src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/07/la-giusta-direzione.bmp" alt="" /></a></p>
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<p>Durante la grande crisi economica tra il 1930 e il 1940, un nostro vecchio amico, Arthur Booman, si presentò agli uffici della Man Marketing Clinic.  «Ho perso il posto » disse  « e temo che per me il campo dei mutui ipotecari sia ormai da escludere. Se non mi trovo lavoro nel mio ramo, dovrò accettare qualunque cosa mi capiti ».</p>
<p>« Aspetta » gli dicemmo « Non puoi buttar via la tua esperienza in quel campo. Hai provato a <em>vendere</em> i tuoi servigi ? O stai semplicemente cercando un impiego? »<span id="more-682"></span></p>
<p>« Che volete dire? »</p>
<p>« La ricerca di un impiego dovrebbe essere predisposta come una campagna di vendita. Proprio come se tu vendessi saponi o immobili. Con la differenza che il prodotto sei tu. Invece di <em>chiedere </em>un impiego, <em>vendi</em> i tuoi servigi. »</p>
<p>Gli consigliammo di andare a casa e di <em>preparare</em> una documentazione, <em>un curriculum che mettesse in luce i risultati</em> da lui ottenuti nei tre impieghi in cui si era occupato di mutui. Il fascicolo doveva essere preparato in modo da consentire una rapida e larga distribuzione. Sarebbe stata la parte essenziale della sua campagna.</p>
<p>Dieci giorni dopo Beeman tornò. Aveva preparato ottimamente il suo fascicolo. Per farne la prova gli consigliai di di portarlo a un’agenzia di collocamento che aveva visitato in precedenza senza esito.</p>
<p>Venti minuti dopo che Beeman aveva presentato il curriculum, il direttore dell’ agenzia lo chiamò nel suo ufficio.                                                                                                « Signor Beeman » gli disse « Se tutti quelli che cercano un’ occupazione sapessero mettersi in valore come avete fatto voi, ne collocheremmo molti di più. »</p>
<p>Il curriculum procurò a Beeman un ottimo posto nell’ ufficio ipoteche di una grande banca. Tra coloro che aspiravano al posto c’ erano due amici e un congiunto di alti funzionari della banca. Beeman ebbe il posto, dice, «perché <em>mi ero preparato per ottenerlo</em> ».</p>
<p>Il lavoro svolto per preparare il curriculum mi aveva dato fiducia. <em><strong>Sapevo di avere qualcosa da offrire.</strong> <strong>Potevo dimostrare al datore di lavoro che ero in grado di fargli guadagnare denaro</strong></em> in due modi: procurando nuovi affari vantaggiosi e predisponendo razionalmente il lavoro che dovevo svolgere. »</p>
<p>Forse vi sembra che avete poco da offrire  a coloro che potrebbero darvi il lavoro. Forse avete avuto un’ occupazione in cui non è facile misurare i risultati ottenuti. Forse avete un’ esperienza limitata o addirittura nulla. Ma non avete ancora trovato una persona in cerca di impiego che non abbia <em>trascurato qualche lato positivo nascosto che poteva essere prezioso per un datore di lavoro</em>.</p>
<p><strong>Sia che siate uomo o donna, vecchio o giovane, impiegato o manovale, dirigente d’ azienda o in cerca di prima occupazione…se avete le necessarie qualifiche ed esperienze, e le presentate a un numero sufficiente di datori di lavoro, troverete l’ occupazione che cercate.</strong></p>
<p><strong><em>Il primo passo è studiare una ditta e stabilire  in che modo possiate riuscirle più utili. </em> </strong></p>
<p><strong></strong>Se vi presentate in una fabbrica  o in un ufficio e chiedete « qualsiasi » lavoro, come fa il datore di lavoro a sapere qual è il posto adatto per voi ? Egli dirige un’ azienda, non un laboratorio per stabilire ciò che voi sapete far meglio. Se non volete prendervi il disturbo di scoprirlo da voi… perché dovrebbe farlo lui ?</p>
<p>John Sacco, un giovane non ancora ventenne, doveva avere un colloquio per ottenere un impiego nella rivista <em>Cosmopolitan</em>. Sacco riteneva di avere poco da offrire, tranne il proprio interresse per quella rivista. Perciò stabilì di mettere a frutto tale interesse.</p>
<p>Chiese a 30 persone che rivista leggevano. Alcuni risposero Cosmopolitan. Chiese quali articoli erano loro più piaciuti negli ultimi numeri, di quali annunzi pubblicitari si ricordavano e perché.</p>
<p>Quando andò alla rivista per il colloquio, spiegò quando aveva fatto e mostrò gli appunti presi. <a href="http://www.psicologodinunzio.com/perche-sono-ottimista/images-5/#main"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-652" title="images (5)" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2013/03/images-5-101x100.jpg" alt="" width="101" height="100" /></a>Il suo interlocutore rimase così favorevolmente colpito dall’ interessamento, dall’ iniziativa e dall’ intelligenza di Sacco che lo assunse subito.</p>
<p>Non temete di trasformare un’ apparente deficienza in un elemento positivo. Ellen McDaniel ottenne il posto come lettrice da un editore (ora ha un posto direttivo) per avere scritto: « Siccome sono sorda posso concentrarmi nel mio lavoro senza essere distratta dal brusio dell’ufficio. »</p>
<p>William Johnson si era messo in mente di diventare agente di vendita di una delle principali ditte di macchine per ufficio. Ma la ditta non aveva mai assunto neri tra il suo personale. <em>Per nulla scoraggiato, William compì uno studio delle aziende</em> del quartiere abitato da neri e vide che la ditta vi concludeva meno dell’ uno per cento del possibile volume di affari. Quando ne chiedeva la ragione , riceveva quasi sempre la stessa risposta: « Gli agenti della ditta vengono di rado e non capiscono i nostri problemi ».</p>
<p>William scrisse una lettera al direttore commerciale esponendogli i risultati dell’ indagine da lui compiuta. Poi aggiunse: « Io parlo la loro stessa lingua e conosco a fondo i loro problemi, perciò posso portare il vostro volume di affari al livello in cui dovrebbe essere ».  Fu assunto e svolse un ottimo lavoro.</p>
<p>Nel presentare le vostre abitudini ricordate che la presentazione più efficace è quella che più si adatta all’ indole e alle doti della persona. Ad Arthur Beeman occorreva una documentazione particolareggiata. Winifred Tarwood, invece, non aveva molta esperienza da documentare.</p>
<p>Winifred si era appena diplomata da una scuola commerciale. Era una ragazza timida e le consigliammo di affidarsi soprattutto alla sua abilità di dattilografa. <em>Preparò la seguente lettera e ne mandò copie perfette ai capi del personale di una cinquantina di ditte.</em></p>
<p>Egregio Dott. …,</p>
<p>desidererei lavorare come segretaria d’ufficio nella vostra Società.</p>
<p>Ho studiato alla Scuola Commerciale di Brooklyn, dove ho recentemente terminato il corso commerciale di quattro anni. In questa scuola ho imparato:</p>
<p>-      a stenografare alla velocità con cui parla la maggior parte delle persone.</p>
<p>-      a dattilografare al ritmo di 70 parole al minuto.</p>
<p>-      a tenere libri contabili d’uso.</p>
<p>-      a servirmi del computer, delle calcolatrici, fax e altre macchine per ufficio.</p>
<p>-      ad  adoperare il centralino telefonico.</p>
<p>Durante i miei quattro anni di scuola non sono mai stata assente e né i ritardo. Ho dovuto guadagnarmi il denaro necessario per vestirmi e per le piccole spese badando ai bambini, copiando a macchina e facendo lavori saltuari.</p>
<p>Sono timida, ma ciò mi ha abituata all’ assiduità nel lavoro. Potrei farvi vedere il fascicolo in cui ho raccolto campioni del mio lavoro ? Il mio numero di telefono è Eastland 7-4280.</p>
<p>Winifred si servì di questa lettera sotto varie forme per rispondere a 18 inserzioni della rubrica « Offerte di lavoro ». Come risultato fu invitata a riempire 17 moduli di richiesta d’ impiego  ed ebbe 10 colloqui, durante i quali mostrò il suo fascicolo, curriculum e le sue referenze. Ottenne due offerte d’impiego nonostante la concorrenza di ragazze più esperte di lei.</p>
<p>L’ aspetto materiale di tutto ciò che presentate a un datore di lavoro è importante quanto l’ aspetto della vostra persona quando lo avvicinate. La semplicità è quasi sempre migliore della ricercatezza o dell’ originalità troppo studiata. Una presentazione chiara e facile a leggersi è quasi sempre quella che fa l’ effetto migliore.</p>
<p><strong>L’ elenco delle ditte a cui v’indirizzate è importante quanto la lettera stessa</strong>. Nel compilare un elenco ricorrete alla vostra memoria, agli amici, alle pubblicazioni commerciali, alle notizie dei giornali. Quasi tutte le biblioteche pubbliche hanno guide commerciali e professionali che possono esservi d’ aiuto.</p>
<p>Le lettere devono essere impostate in modo da non giungere al destinatario di lunedì. Potranno occorrervi due specie di lettere: una per le ditte più piccole e una per le grandi società. Di solito è meglio cominciare inviando un numero di lettere limitato. Questo vi darà un’ idea di quante lettere dovrete spedire per ricevere un ampio numero di risposte utili e vi permetterà  inoltre di accettare subito tutte le richieste di colloqui.</p>
<p>Se la prima lettera non dà esito soddisfacente, cambiatela prima di spedirne     un’ altra serie.</p>
<p><strong>Il primo colloquio</strong> è il punto decisivo della vostra «campagna di vendita ».</p>
<p><em><strong> E’ molto consigliabile pensare in anticipo il miglior modo di rispondere a tutte le domande che probabilmente vi saranno poste,</strong></em> <em>come il motivo per cui avete lasciato il lavoro precedente e perché desiderate ottenere un determinato impiego.</em> Fatevi un sommario dei punti specifici che desiderate toccare, ma state attenti di non dare l’ impressione di aver preparato la lezioncina o di ripeterla a pappagallo. E’ incredibile quante volte chi interroga non fa le domande che servono a mettere in luce i punti che maggiormente lo interessano. Voi potete venirgli in aiuto.</p>
<p>A<em>vvicinate il futuro datore di lavoro su un piano di parità. <a href="http://www.psicologodinunzio.com/perche-sono-ottimista/images-6/#main"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-650" title="images (6)" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2013/03/images-6-62x100.jpg" alt="" width="62" height="100" /></a>Voi avete da offrirgli qualcosa che può essergli utile. Egli ha da darvi un’ occupazione che per voi può essere interessante e redditizia.</em> Soltanto una franca discussione servirà a dimostrare se il rapporto può essere di reciproco vantaggio.</p>
<p><strong><em> I rapporti di impiego che si concludono al primo colloquio sono relativamente pochi.</em></strong> <em>Perciò è molto importante dare un seguito a tale primo contatto. Fate seguire al colloquio una lettera in cui ringraziate il datore di lavoro per avervi ricevuto e in cui riassumete i punti di maggior interesse per lui.</em></p>
<p>Studiate la ditta e i  suoi prodotti, con particolare riguardo alla possibilità di ridurre i costi e di aumentare il volume d’ affari.</p>
<p>Harold Lesser, nell’ offrirsi come agente di vendita a una grande ditta di argenteria, suggerì un metodo diverso ed economico per aumentare il volume d’ affari. Avendo osservato che l’ argenteria era presentata al pubblico in astucci di velluto rosso, propose di convincere i negozianti a disporla  su una tovaglia, nel modo in cui la donna di casa la vede sulla propria tavola. La ditta mise in pratica il consiglio di Lesser e lo trovò tanto utile che assunse Lesser tra il suo personale di vendita.</p>
<p><em>Lo stipendio deve essere l’ ultima cosa discussa in un colloquio.</em> Spesso è difficile stabilire che somma chiedere. L’ aspirante teme che se chiede troppo non sarà preso in considerazione, e può aver ragione. Ma spesso è altrettanto sbagliato chiedere troppo poco. La gente vi valuta per quanto voi vi valutate. Può essere un’utile  guida informarsi  sugli stipendi pagati per occupazione analoghe. Se, quando vien fatta, l’ offerta include promesse concrete per l’ avvenire &#8211; aumenti di stipendio, gratifiche, provvigioni o durat dell’ impiego – è bene scrivere al datore di lavoro confermando gli accordi.</p>
<p>S<strong><em>e vi mettete in luce con tutte le vostre energie,  la ricerca d’un impiego sarà uno dei periodi più attivi della vostra vita e uno dei più costruttivi. Senza mai scoraggiarsi mai se i risultati non arrivano subito.                                                                                                                                               La ricompensa sarà grande: l’ occupazione che desiderate.</em></strong></p>
<p>Leggi pure:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a title="Perche’ sono ottimista" href="http://www.psicologodinunzio.com/perche-sono-ottimista/">Perchè sono ottimista</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a title="La lezione di quel primo lavoro" href="http://www.psicologodinunzio.com/la-lezione-di-quel-primo-lavoro/">La lezione di quel primo lavoro</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come dar sicurezza ai vostri bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 16:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni abilità]]></category>
		<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Ottimisti]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincere l' ansia]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia in se stessi]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo lo Psicologo Henry C. Link, la causa principale di molti problemi relativi alla mancanza di sicurezza che ci affligge è                      l’ eccessiva indulgenza dei genitori. Quante volte abbiamo sentito proclamare da un padre:   « Grazie al cielo, posso permettermi di dare ai miei figli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-474" title="confusion" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/11/confusion-94x100.jpg" alt="" width="94" height="100" /></p>
<p style="text-align: left;">Secondo lo Psicologo Henry C. Link, la causa principale di molti problemi relativi alla mancanza di sicurezza che ci affligge è                      l’ eccessiva indulgenza dei genitori.</p>
<p>Quante volte abbiamo sentito proclamare da un padre:   « Grazie al cielo, posso permettermi di dare ai miei figli gli agi, l’ istruzione, l’ avviamento alla vita per i quali io ho dovuto lottare ».</p>
<p>Milioni di genitori , senza pensare che proprio quella lotta è stata il fondamento della loro sicurezza, ora vogliono privare i loro figli di una simile opportunità. <span id="more-688"></span>Una famiglia con undici figli viveva poco lontano dalla nostra casa nella mia città natale. Il padre era spesso disoccupato, la madre, che sembrava indolente e trascurata con i figli, era la chiacchiera del vicinato.</p>
<p>Che accadde? I ragazzi erano costretti a prepararsi da mangiare e a sbrigare le faccende domestiche. I maggiori badavano ai più piccini. Giunti al’ età della scuola media cominciarono a far qualche lavoro per arrotondare il bilancio familiare. Alcuni dei ragazzi hanno studiato all’ università, due sono diventati insegnanti, tre si sono messi in affari per proprio conto. Tutti sono oggi cittadini e rispettabili.</p>
<p>A quei ragazzi era mancata la sicurezza materiale, ma non quella spirituale. I genitori si volevano bene ed erano contenti dei loro figli. Profondamente religiosi, avevano inculcato loro i princìpi della fermezza morale. Così, non potendo contare sulla società,<strong> i ragazzi avevano imparato a contare su se stessi.</strong> <strong>Le loro risorse interiori si erano sviluppate, mettendoli in grado di essere indipendenti</strong> anche nei periodi di disoccupazione.</p>
<p style="text-align: left;">         Nella nostra moderna civiltà meccanica, l’ eccessiva facilità della vita è quasi automatica. I giornali, la televisione e il cinema fanno vivere ai bambini avventure immaginarie con personaggi fantastici, mentre i ragazzi dovrebbero avere avventure reali con gente vera. Il computer tiene i bambini al sicuro in casa, mentre dovrebbero affrontare i pericoli d’una vita fuori delle pareti domestiche. L’ autobus o il tram li porta a scuola, mentre dovrebbero andarci a piedi.</p>
<p><img class="size-full wp-image-183 aligncenter" title="cagnotto che caccia via il padrone dalla cuccia" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/05/cagnotto-che-caccia-via-il-padrone-dalla-cuccia3.gif" alt="" width="114" height="61" /></p>
<p>La teoria del piccolo assegno mensile concesso automaticamente ai ragazzi senza che se lo guadagnino, come mezzo per insegnare al bambino il valore del denaro, è uno dei peggiori servizi resi all’ educazione. Quest’ abitudine impedisce al bambino di scoprire ciò che è realmente la vita. Invece di imparare la verità sul denaro, finisce con il considerarlo come qualcosa che si può avere senza sforzo, qualcosa che gli spetta di diritto.</p>
<p>Capita spesso di sentire gli adulti chiedersi sbigottiti: « Ma dove mai la gente si è fatta l’ idea che il governo possa concedere senza limiti istruzione gratuita, gratifiche, sovvenzioni a imprenditori, agli agricoltori e agli operai e assicurazioni sociali sempre più estese ? Dove mai la gente si è fatta questa mentalità del “ voglio,voglio” ?».</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-315" title="noia" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/08/noia-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></p>
<p>La risposta è che l’ ha imparato per la prima volta dal borsellino della mamma. E’ così che la gente si è fatta l’ idea che il denaro sia qualcosa da spendere e non da guadagnare. E’ così che ha avuto la prima lesione di sicurezza sociale, in opposizione alla sicurezza personale: Una sicurezza che possiamo ottenere chiedendola invece di procurarcela con il lavoro.</p>
<p><strong>I ragazzi che lavorano durante le vacanze estive, probabilmente hanno personalità più forti di quelli che ricevono  gli assegni mensili come se fossero loro dovuti.</strong></p>
<p>L’ importanza d’un tale lavoro non sta nel denaro che il ragazzo guadagna, ma nelle abitudini e nelle capacità che acquista.</p>
<p><strong><em> Eccone alcune: l’ abitudine di considerare il denaro e i divertimenti in rapporto al lavoro necessario per procurarselo; di prendere l’iniziativa di cercarsi un impiego; di accettare occupazioni sgradevoli e poco interessanti per aprirsi nuovi orizzonti e procurarsi altri piaceri; di far attenzione e ai gusti degli altri; di avere infine un concetto più giusto di se stessi, della propria famiglia, e della società in genere.</em></strong></p>
<p>Un’ altra teoria che oscura il cammino verso la sicurezza è l’ importanza eccessiva che oggi si dà all’individuo e che crea troppo spesso il caso del bambino difficile.<em> La prima educazione del bimbo deve soprattutto accentuare le nozioni elementari sui modi di comunicare e di intendersi, sul gioco e sul lavoro in comune: in breve, le abitudini della vita sociale.</em></p>
<p>Sono queste le basi della felicità e della sicurezza per tutta l’ esistenza. Le doti e le inclinazioni particolari vanno tenute nel debito conto, ma non a scapito delle abitudini della vita sociale.</p>
<p>Una delle più dannose teorie moderne è di tener lontano il bambino da qualsiasi circostanza che potrebbe procurargli un senso di inferiorità: per esempio, non si dovrebbe dare i voti nelle scuole, perché un voto basso umilia chi lo riceve. Come la teoria dell’ assegno automatico anche questa ritarda nel bambino la conoscenza della realtà della vita.</p>
<p>Una delle norme più comuni di questa falsa teoria è di evitare le competizioni sportive.<a href="http://www.psicologodinunzio.com/la-timidezza/cane-piccolo-manda-fanculo-a-grande/" rel="attachment wp-att-154"><img class="alignleft size-medium wp-image-154" title="cane piccolo manda fanculo a grande" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/05/cane-piccolo-manda-fanculo-a-grande-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a><a href="http://www.psicologodinunzio.com/la-timidezza/cane-piccolo-manda-fanculo-a-grande/" rel="attachment wp-att-154"><br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli sport praticati in certe scuole non c’è dubbio che la competizione è stata spinta agli estremi. Tuttavia c’è un vasto campo in cui questa emulazione è salutare e costruttiva. Anzi gli psicologi hanno trovato che il partecipante a gare molto combattute  contribuisce alla formazione del carattere più di qualsiasi altra attività.</p>
<p>Nella competizione sportiva il fattore significativo è l’ importanza che vi hanno l’ affiatamento e il gioco di squadra. Una squadra di pallacanestro, per esempio, deve affiatarsi con cinque giorni d’allenamento alla settimana, prima di poter affrontare un giorno di gare. <strong>Il ragazzo acquisterà la fiducia e senso di sicurezza via via che impara a tenere il proprio posto nel gruppo o nella squadra.</strong></p>
<p>La prima e costante cura di ogni genitore, è di insegnare ai propri bimbi le cose che devono fare anche se non ne hanno voglia, e a non far quello che non devono. <img class="size-thumbnail wp-image-690 aligncenter" title="Il fumo fra i ragazzi" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2013/03/Il-fumo-fra-i-ragazzi-133x100.jpg" alt="" width="133" height="100" />Se, come psicologi che abbiamo dato consigli a centinaia di genitori, dovessimo citare la causa causa più comune di instabilità mentale ed emotiva e del senso di incapacità e di inferiorità, indicheremmo l’ abitudine di lasciar fare ai bambini quel che vogliono, secondo le loro preferenze e non secondo i princìpi.</p>
<p>Se i bambini  fanno solo le cose che a loro piacciono, non acquistano le abitudini e le qualità che ne faranno delle persone capaci e sicure di sé.</p>
<p>D’altra parte il bambino sicuro è quello che impara a conoscere le norme alle quali si attengono i suoi genitori e che sa di non poter sfuggire a queste norme  con la discussione e con le moine. Questa è l’ autorità che i bimbi rispettano, non perché non deriva dall’ età o dalla forza, ma da princìpi impersonali.</p>
<p><strong>Quando i genitori sono sicuri  dei loro princìpi, il bambino sarà sicuro dei propri genitori.</strong></p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/requisiti-di-un-leader/leone-2/#main"><img class="size-thumbnail wp-image-592 aligncenter" title="leone" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/leone-106x100.jpg" alt="" width="106" height="100" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Vincere l’ insicurezza" href="http://www.psicologodinunzio.com/vinci-l-insicurezza/">Vincere l&#8217;insicurezza</a></p>
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		<title>Come calmarsi in caso di ansia e attacchi di panico</title>
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		<comments>http://www.psicologodinunzio.com/come-calmarsi-in-caso-di-attacchi-di-panico/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 13:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni abilità]]></category>
		<category><![CDATA[Come vincere gli attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Cura e Trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Vincere l' ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincere le fobie]]></category>
		<category><![CDATA[Vincere ansia]]></category>
		<category><![CDATA[vincere il panico]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo spiega alcune tecniche utili che servono come pronto soccorso per calmarsi in caso di attacco di panico o ansia elevata.  Il seguente esercizio riuscirà a calmarti sia fisicamente che mentalmente.  La respirazione controllata è uno dei metodi più efficaci. Tecnica 1.     Inizia inspirando dal naso contando fino a cinque molto lentamente 2.     Trattieni il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo spiega alcune tecniche utili che servono come<span style="text-decoration: underline;"> pronto soccorso</span> per calmarsi in caso di attacco di panico o ansia elevata.</p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/come-calmarsi-in-caso-di-attacchi-di-panico/attaccodipanicouomo-2/" rel="attachment wp-att-529"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-529" title="Attaccodipanico(uomo)" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/Attaccodipanicouomo-71x100.jpg" alt="" width="71" height="100" /></a></p>
<div>
<p> Il seguente esercizio riuscirà a calmarti sia fisicamente che mentalmente.</p>
<p><span id="more-662"></span></p>
</div>
<div>
<p> <strong>La respirazione controllata </strong>è uno dei metodi più efficaci.</p>
<p>Tecnica</p>
</div>
<div><em style="line-height: 1.5;">1.     </em><em style="line-height: 1.5;">Inizia inspirando dal naso contando fino a cinque molto lentamente</em><br />
<em style="line-height: 1.5;">2.     </em><em style="line-height: 1.5;">Trattieni il respiro contando fino a tre molto lentamente</em><br />
<em style="line-height: 1.5;">3.     </em><em style="line-height: 1.5;">Poi, espira dalla bocca contando fino a cinque molto lentamente.  Fai come se stessi soffiando su una minestra calda, per raffreddarla.</em></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Puoi fare questo esercizio per tutto il tempo che vuoi.</p>
<div><strong style="line-height: 1.5;">Oltre alla respirazione, devi imparare a disciplinare il flusso dei tuoi pensieri.</strong></div>
<div>
<p>Lo scopo di questo esercizio è interrompere i pensieri che creano ansia, sostituendoli con immagini mentali rilassanti e pensieri positivi.</p>
<p>Ecco come fare:</p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=530"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-530" title="attaccodipanico" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/attaccodipanico-150x100.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a><span style="line-height: 1.5;">Esempio: Sono in ansia perché dovrò presentare il mio lavoro davanti ad una commissione. E’ come un chiodo fisso, un pensiero continuo, mentre l’ansia aumenta sempre di più.</span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="line-height: 1.5;">Fermati!  Sostituisci questo pensiero con qualcosa di diverso, di più piacevole. Ad esempio, puoi concentrarti sulla cena di questa sera con i tuoi amici, su come passerai il fine settimana,  o un&#8217;escursione con la tua famiglia. Insomma, lascia che la mente vaghi su pensieri felici e non pensare a nulla che ti crei ansia.</span></p>
<div>
<p>Insomma, devi distrarti.</p>
<p>Puoi focalizzare la tua attenzione su qualcosa di diverso, come giochi enigmistici, giochi di parole, problemi matematici oppure i dettagli degli oggetti che ti circondano.</p>
<p>Prova a contare all&#8217;indietro da 100 saltando tre numeri, oppure pronuncia l&#8217;alfabeto al contrario.</p>
<p>Se riesci a svuotare completamente la mente è meglio, ma cerca di non ossessionarti sul pensiero di non dover pensare niente. A questo riguardo, possono esserti di aiuto gli esercizi di meditazione.</p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=664#main"><img class="aligncenter size-full wp-image-664" title="Meditazione2" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2013/03/Meditazione2.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=664#main"><br />
</a></p>
<div>
<p>&#8220;Una volta una donna anziana chiese al Buddha come potesse meditare. Lui le rispose di stare attenta a ogni movimento che faceva con le mani mentre prendeva l&#8217;acqua dal pozzo, sapendo che se l&#8217;avesse fatto, presto si sarebbe trovata in quello stato di calma attenta e spaziosa che è la meditazione&#8221;. (<a href="http://perle.risveglio.net/" target="_blank">Sogyal Rinpoche</a>)</p>
<p>Non bisognerebbe rivangare il passato né attendere il futuro: il passato è morto e sepolto e il futuro deve ancora venire. (Majjhima Nikaya)</p>
<p>Tutte le tecniche di meditazione sono accorgimenti per ricondurre la mente dal passato o dal futuro al presente.<br />
Essere qui e ora  significa  rimanere con se stessi e  con tutto ciò che  ci accade intorno.</p>
<p>Meditare per guarire? No, semmai per rilassarsi e consentire ai processi di cura, intrinseche del nostro organismo, di avere più efficacia.</p>
<p>La paura di avere un attacco di panico fa aumentare l’ ansia, e questa amplifica i sintomi. I sintomi fanno aumentare i timori e la paura del panico imminente.  Spesso, e’ come il gatto che si morde la coda; è come un circolo vizioso. Sarai così preoccupato che basta una goccia per far traboccare il vaso.</p>
</div>
<p>Se rivolgi l’ attenzione sul corpo scoprirai anche che sei teso come una corda di chitarra.</p>
<p>Devi rilassarti, altrimenti invii segnali di pericolo al cervello. La tensione è uno dei sintomi dell’ ansia.</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=676#main"><img class=" wp-image-676 aligncenter" title="Rilassa il tuo braccio 2" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2013/03/Rilassa-il-tuo-braccio-21.jpg" alt="" width="278" height="183" /></a><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=675#main"><br />
</a></p>
<p>Impara a rilassare i muscoli. Cerca quelli che senti più tesi, li irrigidisci per qualche secondo e poi li rilassi.</p>
<p>Questa è una tecnica che serve a riconoscere i muscoli tesi del tuo corpo. Una volta scoperti, basta un atto di volontà per allentarli. Per facilitarti il compito ti aiuto invitandoti ad osservare questa immagine.</p>
<p>Osserva l’ immagine,  osserva i muscoli tesi. Renditi conto dei muscoli tesi. Ora basta un atto di volontà per aprire la mano. E voilà, è sparita la tensione.</p>
<p>Tante mattine ci alziamo stanchi, come se non avessimo riposati, vero?</p>
<p>Questo avviene perché la sera non mettiamo a riposo i muscoli!  Andiamo a dormire con i muscoli del corpo tesi, come nella foto che vedi. Se non ci rilassiamo, è come se i muscoli lavorano tutta la notte. Al mattino ci sentiamo stanchi.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Controllo del panico</strong></p>
<p><strong></strong>Alzati e cammina lentamente, mentre esegui l&#8217;esercizio del controllo della respirazione.</p>
<p>Molte persone tendono a stringere le mascelle, istintivamente, credendo che sia d&#8217;aiuto. Non farlo. Cerca invece di rilassare i muscoli facciali. Ti darà sollievo e non ti farà provare nausea.</p>
<p>In questi momenti, il tuo organismo produce grandi quantità di adrenalina, perché deve essere pronto a &#8220;lottare o fuggire&#8221;.  Cerca di tenerti occupato fisicamente, non restare fermo<strong>.</strong> Restando fermo ottieni soltanto dei crampi causati dalle tossine che si accumulano nei muscoli.</p>
<p>Fare le pulizie, rimettere in ordine, fare qualcosa ti darà anche un senso di controllo rassicurante; in questo modo, stimolerai il cervello ad affrontare meglio la situazione.</p>
<p>Approfitta di questo tempo per rimettere in ordine casa, il tuo posto di lavoro, i cassetti o la scrivania.</p>
<p><strong>Possibilmente, cerca di parlare con qualcuno di fiducia, che sia in grado di confortarti.</strong> Chiedi a questa persona di massaggiarti il palmo della mano mentre ti parla.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><strong>Consigli</strong></p>
<p><em>Per alleviare i tuoi stati d&#8217;ansia fai degli esercizi.</em></p>
</div>
<p>Inspira lentamente per 4-5 secondi e poi espira lentamente per altri 4-5.</p>
<p>Respirare approssimativamente 8 volte al minuto, o anche meno, riduce la possibilità che si verifichi una eccessiva produzione di adrenalina, tipica reazione <em>lotta o fuggi,</em> durante l&#8217;attacco di panico.</p>
<p><strong>Se sei in iperventilazione</strong>, respira in una busta o in un sacchetto di carta. Basteranno pochi respiri per ristabilire il giusto livello di anidride carbonica e rendere la respirazione più lenta. Se non hai una busta o un sacchetto a portata di mano, trattieni il respiro per brevi periodi. Non fare respiri troppo profondi.  Trattieni il respiro: anche in questo modo potrai ristabilire il giusto livello di anidride carbonica. In questo modo si frena l&#8217;attacco.</p>
<p><span style="line-height: 1.5;">Fai altre cose. Distraiti. Ascolta la tua musica preferita,  concentrando l&#8217;attenzione sulla melodia ti farà per distrarre.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5;">Gli attacchi di panico possono venire a ‘ciel sereno&#8217;, ossia senza un legame con la situazione attuale. Spesso<span style="text-decoration: underline;"> è</span> la paura stessa dell&#8217; attacco l<span style="text-decoration: underline;">a causa scatenante di un episodio di panico.</span></span></p>
<p><span style="line-height: 1.5;">Non cercare di non provare ansia, piuttosto cerca di restare calmo concentrandoti su pensieri positivi.</span></p>
<p><strong><em><span style="line-height: 1.5;">Se la paura del panico, o dell’ ansia generalizzata, condiziona troppo la tua vita, comincia a considerare la ricerca di un aiuto specialistico.</span></em></strong></p>
<p>Ulteriori aiuti:</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Come vincere facile l’ansia o un attacco di panico" href="http://www.psicologodinunzio.com/come-vincere-facile-lansia-o-un-attacco-di-panico/"> Come vincere facile l&#8217; ansia o un attacco di panico</a></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Cosa devi sapere sul panico" href="http://www.psicologodinunzio.com/cosa-devi-sapere-sul-panico/">Cosa devi sapere sul panico</a></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Attacchi di panico" href="http://www.psicologodinunzio.com/un-attacco-di-panico/">Attacchi di panico</a></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Neurofisiologia dell’ansia e del panico" href="http://www.psicologodinunzio.com/neurofisiologia-dellansia-e-del-panico/">Neurofisiologia dell&#8217; ansia e del panico</a></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Perche&#8217; sono ottimista</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 10:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ottimisti]]></category>
		<category><![CDATA[Pessimisti]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa esposizione di André Maurois   insegna come affrontare positivamente la vita, come salutare ogni nuovo giorno con un &#8216;Buongiorno giorno&#8217;,  e come evitare lo scoraggiamento quando le cose non vanno  come dovrebbero andare.   Mia moglie, i miei figli, i miei amici, mi dicono che sono un ottimista. Un ottimista esagerato, secondo loro, «Se tu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">Questa esposizione di André Maurois   insegna come affrontare positivamente la vita, come salutare ogni nuovo giorno con un &#8216;Buongiorno giorno&#8217;,  e come evitare lo scoraggiamento quando le cose non vanno  come dovrebbero andare.</p>
<p align="center"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-651" title="images (3)" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2013/03/images-3-136x100.jpg" alt="" width="136" height="100" /></p>
<p>  Mia moglie, i miei figli, i miei amici, mi dicono che sono un ottimista. Un ottimista esagerato, secondo loro, «Se tu cadessi in un burrone» mi dicono «penseresti che il fondo è imbottito e andresti giù tranquillo fino al momento di batterci sopra.»</p>
<p><span id="more-648"></span>Ammetto senz’altro di essere un ottimista; ma non credo, come il dottor Pangloss di Voltaire, che tutto vada per il meglio nel miglior dei modi possibili. Conosco gli orrori e le difficoltà della vita: ne ho avuto la mia parte. Ma mi rifiuto di considerare terribili le condizioni dell’ umanità.</p>
<p>Certo, noi giriamo vertiginosamente su una zolla di terra nell’ infinità dello spazio, e ne ignoriamo il perché ; certo, siamo destinati a morire. Per me, questo è un dato di fatto, una circostanza che va accettata coraggiosamente. <em>Il problema è questo: cosa possiamo fare, cosa dobbiamo fare mentre siamo su questa terra?</em></p>
<p>Io sono ottimista nel senso che credo possibile migliorare la nostra vita e, in genere, la vita dell’umanità. Sono convinto che in questa direzione abbiamo fatto passi da gigante. L’ uomo ha soggiogato la natura in misura notevole. Il suo dominio sulla materia è molto maggiore di ieri.</p>
<p>Il pessimista ribatte: «Sì, ma queste invenzioni meravigliose servono soltanto alla guerra e l’ umanità è sulla via di annientarsi ». Non ritengo che ciò sia inevitabile. Tutto dipende da noi stessi e il mio ottimismo nasce, in gran parte, dalla mia fiducia nella natura umana. So che la natura ha pure la sua nobiltà.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-656" title="images" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2013/03/images1-150x100.jpg" alt="" width="150" height="100" /></p>
<p><strong>  La mia reazione istintiva di fronte ad una circostanza, è quella di cercare il buono che potrebbe esserci, e non il male che potrebbe venirne.</strong></p>
<p>Supponiamo, per esempio, ch’io sia malato e costretto a letto per un mese. Il pessimista, penserebbe: « Che disastro!» Io sono più incline a pensare: « Che fortuna! Certo che è un guaio per il mio lavoro e forse sarà una cosa dolorosa: Ma 30 giorni di pace! Finalmente avrò tempo di pensare quanto mi pare e piace ».</p>
<p><em>Questa è la natura del mio ottimismo</em>.<span style="text-decoration: underline;"> Io credo che esso tragga origine da un’ infanzia felice. Ho avuto i genitori migliori che si possano avere: da ragazzo sono stato trattato con amore e giustizia; e ciò mi ha dato , in quei primi anni di formazione del carattere, una salda fiducia nella natura umana.</span></p>
<p>La scuola avrebbe potuto guastare la mia fede innocente, perché i bimbi sono portati anche troppo a darsi a vicenda un primo assaggio di cattiveria.Ma fu proprio a scuola che ebbi la fortuna di avere come insegnante di filosofia Alain, il migliore dei miei maestri. Anche a lui, come a me, qualcuno rimproverava la sua fiducia cieca.</p>
<p>Alain, ed io con lui, c’impegnammo ad essere ottimisti perché<strong><em> se non si adotta come regola di vita un indomito ottimismo, il pessimismo sarà giustificato.</em> </strong></p>
<p><strong>La disperazione, crea la sventura e l’ insuccesso. Se sono convinto di dover cadere, cadrò. Se sono convinto di non poter fare nulla per il bene del mio Paese, non ci sarà nulla ch’ io possa fare.</strong> Nella comunità umana, faccio la pioggia e il bel tempo per prima cosa in me stesso. Il pessimismo è contagioso. Se ritengo il mio vicino disonesto, e gli dimostro la mia diffidenza, lo rendo diffidente e disonesto.</p>
<p>«Ma senti » dice il pessimista « credi veramente che questa tua fiducia nell’ umanità, nella vita, sia così saggia? Non ti ha procurato delle tremende delusioni? » Sì, confesso di avere avuto delle grandi delusioni. Specie in questi ultimi dieci anni, gli orrori del nazismo, l’esilio, la mia famiglia arrestata, la mia casa saccheggiata,                  l’ abbandono e il tradimento di certi amici, mi hanno fornito seri motivi per dubitare della perfezione di questo universo e della gente che lo abita.</p>
<p>Ma dopo tutto, ho sempre saputo che esiste gente malvagia; ho sempre saputo che in periodi calamitosi le folle possono instupidirsi e imbestialirsi.<strong> </strong></p>
<p><strong>Il mio ottimismo consisteva, e consiste tuttora, unicamente in questo: sono convinto che noi possiamo esercitare una certa influenza sugli avvenimenti e, se anche dobbiamo subìre la sventura, possiamo trionfarne con il nostro modo di sopportarla.</strong></p>
<p><em>Voler bene alle persone buone che ho d’ intorno, evitare quelle malvagie, godere il bene, sopportare il male e ricordarsi di dimenticare: ecco il mio ottimismo. Mi ha aiutato a vivere.</em></p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/come-guarire-dalla-timidezza/ok-pollice-alzato-3/#main"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-137" title="ok. pollice alzato" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2006/10/ok.-pollice-alzato-150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Sei pessimista o ottimista?" href="http://www.psicologodinunzio.com/sei-pessimista-o-ottimista/">Sei Pessimista o ottimista?</a></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Siamo più forti di quel che crediamo" href="http://www.psicologodinunzio.com/siamo-piu-forti-di-quel-che-crediamo/">Sei più forte di quello che pensi</a></p>
<p style="text-align: center;"><a title="La mente può conservarvi sani" href="http://www.psicologodinunzio.com/la-mente-puo-conservarvi-sani/">La mente può conservarti sano</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come vincere le fobie e le ossessioni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 16:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avviso]]></category>
		<category><![CDATA[Cura e Trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Ossessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Vincere le fobie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presente report fa conoscere i meccanismi di azione delle fobie e delle ossessioni. Risponde alle domande  perché si forma una fobia, come funziona e come fare per eliminarla. (Caso clinico) Alberto, 36 anni, è sposato, ha due figli e fa il commerciante. Arriva allo Studio dopo tante perplessità, incalzato dalla moglie e dai familiari. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=541" rel="attachment wp-att-541"><img class="size-thumbnail wp-image-541 alignleft" title="Vinci la tua fobia e la tua ossessione" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/frustrazione1-73x100.jpg" alt="" width="73" height="100" /></a></p>
<p>Il presente report fa conoscere i meccanismi di azione delle fobie e delle ossessioni. Risponde alle domande  perché si forma una fobia, come funziona e come fare per eliminarla.</p>
<p>(<em>Caso clinico</em>) Alberto, 36 anni, è sposato, ha due figli e fa il commerciante. Arriva allo Studio dopo tante perplessità, incalzato dalla moglie e dai familiari.</p>
<p>Alberto, come prima impressione, appare una persona brillante e sicuro di sé. E’ incredulo e stupito. Non accetta questa visita dallo psicologo,<span id="more-639"></span> anche se ha già fatto altre sedute con altri due colleghi psicoterapeuti. Ha letto anche molti libri di psicologia. Ha richiesto l’incontro anche per evitare continue lamentele di sua moglie e altri familiari.</p>
<p>Inizialmente, con ritrosia, ma poi sempre più liberamente si apre e racconta le sue difficoltà. Praticamente il suo problema  riguarda la fobia di guidare in autostrada e la paura delle altezze.</p>
<p>Questa paura lo limita,  rende impossibile svolgere serenamente i viaggi che servono al suo lavoro, perchè prova ansia nell’ attraversare i viadotti e i luoghi posti ad una certa altezza. Evita assolutamente i viaggi in autostrada,per lavoro, per svago, le vacanze,  e quando è costretto a recarsi in qualche posto per motivi di salute dei familiari</p>
<p>[<em>Cosa significa</em>] Alberto soffre per questa situazione. Avverte questo problema completamene in contrasto con la sua vera persona e in dissenso col suo carattere aperto, brillante e sicuro di sé.</p>
<p>Questa paura lo sta limitando moltissimo. I suoi affari ne risentono. Ma e’soprattutto una batosta per la sua autostima.</p>
<p>[<em>Come funziona</em>] La fobia costringe Alberto ad evitare molti posti e situazioni che vorrebbe visitare con sua moglie. Sente il problema perfino nel suo negozio, quando deve reperire la merce e non può servirsi dei corrieri. Alberto vorrebbe evitare quelle situazioni;  l’ansia inizia a pungolarlo perché il suo timore è quello di sentirsi male in strada, avere un attacco di panico, perdere il controllo dell’ auto e volare giù dal viadotto. E’ successo già diverse volte che l’ansia e l’ agitazione l’ hanno costretto a fermarsi e lasciare la guida alla moglie.</p>
<p>Questa donna è disperata e incavolata. Il matrimonio sta diventando difficile per le frequenti discussioni.</p>
<p>La domenica è un problema. Spesso chiede al marito di accompagnarla a fare shopping o recarsi in qualche posto come svago, ma questo è proprio quello che lui teme di più: <em>ha paura di sentirsi male durante la guida e perdere il controllo.</em></p>
<p>Alberto vive con angoscia anche altre situazione: quando deve accompagnare  i familiari a fare visite mediche.  E’ successo che a volte ha dovuto ricorrere ad altri autisti.</p>
<p>Le letture e le cure che ha fatto non hanno apportato molto giovamento. Sì, ha provato a mettere in pratica esercizi, training o ad auto-convincersi dell’ assurdità delle sue fobie, ma non hanno influito sulla sua ansia anticipatoria.</p>
<p><strong><em>Perché Alberto non è riuscito a sconfiggere queste fobie?</em></strong></p>
<p><em>Le fobie, come le ossessioni, sono difese. Le terapie tradizionali sono concentrate soprattutto sulla eliminazione dei sintomi. Ma l’attenzione e il trattamento solo  ai sintomi funziona in modo limitato; dà solo un modesto sollievo. </em></p>
<p>Le fobie e le ossessioni hanno due meccanismi di funzionamento: uno sintomatologico e uno inconscio. I sintomi si diffondono, si allontanano  dalla paura iniziale, creano ansia ed evitamento della situazione temuta.</p>
<p><strong><em>Ogni trattamento rivolto all’ ansia, alle paure, all’immaginazione dei pericoli e all’ evitamento sortiscono effetti superficiali perché sono lontani dalla paura iniziale. Se riescono ad eliminare i sintomi, non risolvono il problema; le ricomparse del problema sono quasi assodati.</em></strong></p>
<p>L’attenzione, invece, deve essere bifocale: de-sensilizzazione della sintomatologia e ricerca dei motivi profondi.</p>
<p><em>Le cause sono da ricercare nella storia delle ferite dell’infanzia e delle regole inconsce che ne sono derivate.</em></p>
<p><strong><em>La guarigione di Alberto è stata quasi immediata</em></strong> quando ha rivisitato episodi del suo passato. L’ approfondimento ha portato alla luce la sua lotta con l’ansia e la necessità di nascondere le insicurezze per non farle scoprire a suo padre.</p>
<p>Fin da bambino ha dovuto mostrare una facciata di sicurezza, perchè suo padre non ammetteva e non sopportava un figlio debole e insicuro. Anziché aiuto e comprensione, suo padre gli rinfacciava la sua inettitudine.</p>
<p>Ricorda ancora con angoscia e rabbia le mortificazioni, gli sfottò e le umiliazioni.</p>
<p>Suo padre appariva forte, sicuro di sé e pienamente realizzato. In realtà era solo una facciata esteriore. Anche l’infanzia di suo padre non era stata facile. Aveva dovuto sopportare la presenza di un padre debole e inutile, in completa sottomissione al carattere forte, irascibile ed esigente di sua moglie (la nonna di Alberto).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il passato che ritorna</span>. <span style="text-decoration: underline;">I copioni scritti in altre generazioni</span>. Alberto aveva il copione di evitare  l’ ansia e ogni forma di insicurezza, perché non erano accettate da suo padre.</p>
<p><strong>La fobia attuale funzionava allo stesso modo</strong>: Alberto evitava le situazioni in cui rischiava di provare ansia, perché voleva mostrare sicurezza a suo padre. Il copione di Alberto era quello di evitare le situazioni ansiogene. Il timore di non sapere fronteggiare una situazione gli dava ansia, quindi era da evitare.</p>
<p>Suo padre non era un buon autista. Aveva timore di guidare. La fobia dell’ autostrada era che passato il casello autostradale non si tornava più indietro. A questo punto ‘eri costretto’ ad immetterti in un posto scomodo,dove la guida non ammette errori.</p>
<p>La fobia era costruita sull’evitamento di questa situazione. Per creare la motivazione a sfuggire questa situazione la mente costruiva e immaginava le situazioni di traffico più terribili (incidenti, slittamenti,ingorghi, ecc.).</p>
<p><strong>La scoperta di questo copione è stata come una folgorazione. </strong> Alberto ha capito il vero motivo, che la paura reale non era l’ autostrada ma la paura di non farcela. Se provava ansia da quel posto non poteva scappare.</p>
<p><strong><em>Ha immediatamente superato la fobia. </em></strong><strong><em>Alberto mi dice che ora guidare è un piacere. Con la moglie hanno già programmato una vacanza e un lungo viaggio.</em></strong></p>
<p>Il disturbo ossessivo funziona allo stesso modo. Mentre nella fobia  le situazioni da evitare sono chiare e visibili, nel disturbo ossessivo la minaccia è interna,invisibile, imprevedibile e incontrollabile. Per questo motivo la mente è sempre in allerta e invia continuamente alla coscienza immagini paurose delle conseguenze che potranno derivare.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul disturbo ossessivo vedi</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a title="Il disturbo ossessivo compulsivo: come si manifesta, come affrontarlo" href="http://www.psicologodinunzio.com/il-disturbo-ossessivo-compulsivo-come-si-manifesta-come-affrontarlo/">Il disturbo ossessivo-Compulsivo</a></strong></p>
<p> <img class="size-full wp-image-484 aligncenter" title="Finalmente libero" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/11/Finalmente-libero1.jpg" alt="" width="225" height="224" /></p>
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		<title>La mente può conservarvi sani</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 15:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Mario Di Nunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cura e Trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Paura delle malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanta gente si è ammalata a furia di pensarci su! di John A. Schindler Questa articolo è estremamente utile. Insegna come restare sani . John  Schindler ,in questo articolo scorrevole e di piacevole lettura,   spiega come evitare le malattie psicosomatiche. &#160; Che cosa contribuisce più di tutto all’infelicità? Come medico, posso rispondervi: un lungo periodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;" align="center"><em>Quanta gente si è ammalata a furia di pensarci su!</em></p>
<p>di John A. Schindler</p>
<p><em>Questa articolo è estremamente utile. Insegna come restare sani . John  Schindler ,in questo articolo scorrevole e di piacevole lettura,  </em><em> spiega come evitare le malattie psicosomatiche.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/siamo-piu-forti-di-quel-che-crediamo/gente-felice/#main"><img class="alignnone size-medium wp-image-565" title="Gente felice" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/Gente-felice-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a></p>
<p>Che cosa contribuisce più di tutto all’infelicità? Come medico, posso rispondervi: un lungo periodo di malattia. Fa un po’ paura pensarci, perché esistono mille differenti malattie alle quali è soggetta la nostra creta umana, ed una sola di esse è comune quanto le altre 999 messe insieme. Secondo un calcolo prudenziale, il 50 per cento delle persone che vanno oggi dal medico è vittima di quest’ unica malattia. <span id="more-619"></span>Molti ritengono che la percentuale più alata ancora. Alla Clinica di Nuova Orleans fu pubblicata  una relazione che esaminava 500 casi di persone accettate una dopo l’ altra in quell’ ospedale.  Il 76 per cento, cioè 386 su 500, erano affette da quella stessa malattia, che può essere contratta da gente di ogni età e di ogni condizione sociale. Inoltre la sua diagnosi e la sua cura sono terribilmente costose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono  esitante a dirvene il nome perché vi verrebbero subito in mente molti concetti errati. Anzitutto non si tratta di una malattia vera e propria. Ma non cercate di ingannare voi stessi. Prima era chiamata <em>Psiconevrosi.</em> Adesso è nota col nome di<strong><em> malattia psicosomatica</em></strong>.</p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=561#main"><img class="alignnone size-full wp-image-561" title="uomofrustrato" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/uomofrustrato.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a></p>
<p>E non è una malattia in cui il paziente si limita a credere di essere ammalato. Le sofferenze che ne derivano sono invece tanto forti quanto quelle di una colica epatica.</p>
<p>La malattia psicosomatica non è provocata da un batterio, né da un virus, né da un nuovo tumore; bensì dalle circostanze della vita quotidiana. Ho cercato di trovare la parola che ne indicasse la causa, ma occorrono tre parole ognuna delle quali, suppergiù, ha lo stesso significato, seppur con diversa gradazione.</p>
<p>Essi sono: <strong>Pensieri, Difficoltà, Crucci</strong> (o <strong>p.d.c.</strong>).</p>
<p><strong>Chiunque sia oppresso da un pesante fardello di p.d.c. che non consenta di sollevarsi, ogni tanto, in un’atmosfera di gioia e di piacere, contrae una malattia psicosomatica.</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Ci sono tre gruppi di persone che soffrono di p.d.c. (pensieri, difficoltà, crucci).</em></p>
<p><strong>Al pri</strong><strong>mo appartengono gli eterni scontenti</strong>. Un mio amico possiede una bella fattoria e, un giorno d’ estate, passando in auto vicino alla sua campagna dissi fra me: “Chissà come sarà felice Sam di questo bel campo d’ avena!”  Perciò entra nella fattoria e gli dissi: « Sam, quel tuo campo d’avena è magnifico».  « Sì» mi rispose Sam « ma il  vento l’alletterà prima della mietitura.»  Il mio amico mietè regolarmente l’ avena, la trebbiò e la vendè ricavando una bella somma. Quando lo rividi gli chiesi: « Sam, com’è andata con l’avena? ». « E’ stato un buon raccolto » rispose  « e credo che il ricavato sia stato soddisfacente, ma sai bene quanto impoverisca il terreno un raccolto del genere.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Invariabilmente le persone come Sam finiscono per contrarre una malattia psicosomatica, e quando la contraggono lo fanno in modo grave.</em> Di regola, sono degli invalidi per il resto della vita. Non c’è rimedio, in questi casi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il secondo gruppo, al quale appartiene la maggior parte di noi, è costituito da coloro che dalla mattina alla sera riescono a preoccuparsi, a stare in ansia, ad angustiarsi per qualunque cosa.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/?attachment_id=554#main"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-554" title="Rabbia" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/Rabbia-101x100.jpg" alt="" width="101" height="100" /></a>Se in famiglia, o nei loro affari , non c’è nulla che li tenga in apprensione, si dànno pena per la vicina di casa. Perché costei non obbliga la figlia a rincasare prima delle 11 di sera? Finirà certo per accaderle qualcosa di brutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il terzo gruppo è composto da chi soffre di p.d.c. (pensieri, difficoltà, crucci) in forma acuta.</em></p>
<p>Può darsi che si siano cacciati in qualche grosso guaio; forse rovesci finanziari o dispiaceri di famiglia. Queste persone, di solito, sono più facili a curarsi di quelle del secondo gruppo, e queste ultime certamente più facili di quelle  del primo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>In che modo i crucci, le difficoltà, i crucci portano alla malattia?</strong></em></p>
<p>Per capirlo dobbiamo considerare che cosa sia il pensiero e che cosa sia l’emozione. Noi supponiamo in genere che il pensare sia qualcosa che avviene soltanto nel cervello, mentre questo è un concetto del tutto errato. Il pensiero trascina tutto l’ organismo in una serie di impulsi nervosi, collegati gli uni agli altri. E con centro nel cervello. Questo è vero soprattutto quando il nostro pensiero è influenzato da un’emozione.</p>
<p>Lo psicologo William James ci ha dato la migliore definizione del sentimento quando ha detto che è lo staro della mente che si manifesta con un cambiamento percettibile nel corpo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Uno stato emotivo che tutti riconosciamo è </span><strong>l’ira.</strong></p>
<p><a href="http://www.psicologodinunzio.com/la-mente-puo-conservarvi-sani/donna-incavolata/" rel="attachment wp-att-302"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-302" title="donna incavolata" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/08/donna-incavolata--150x150.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>   Non c’è bisogno di spiegazioni per capire quando uno è adirato. Il viso impallidisce o diventa rosso, gli occhi si spalancano, i muscoli si irrigidiscono tanto da dare un tremito. E’ lo stato della mente che si manifesta con un mutamento percettibile del corpo.</p>
<p>Un altro stato emotivo è l’<em>imbarazzo</em>.</p>
<p>Una persona che arrossisce, non ha certo una malattia della pelle. In questo caso l’imbarazzo causa una dilatazione dei vasi sanguigni del viso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Un terzo esempio di emozione spiacevole è quello di chi vomita o sviene alla vista del sangue</em>. La vista del sangue provoca pensieri tanto penosi e sgradevoli che lo stomaco reagisce causando il vomito. Oppure il cuore o i vasi sanguigni, che giungono al cervello, reagiscono provocando lo svenimento.</p>
<p><strong>Ed ora, come cagionano una malattia tutte queste cose?</strong></p>
<p>In modo semplicissimo. La maggior parte dei nostri stati emotivi spiacevoli genera una tensione muscolare. Supponete che per tutto il giorno i vostri pensieri siano profondamente sgradevoli: i muscoli vi si contraggono.</p>
<p>Chiudete la mano a pugno, senza serrarla fortemente: non vi fa male. Ma serratela con forza, e a lungo: comincia a dolervi. La compressione causa dolore.</p>
<p><em>Uno dei primi punti a rivelare la tensione è il gruppo di muscoli della nuca. Un altro gruppo che entra in gioco molto presto è costituito  dai muscoli dell’ estremità superiore dell’ esofago. Quando si contraggono, si sente un nodo in gola e riesce difficile inghiottire. </em></p>
<p><em>Se si contraggono i muscoli della parte inferiore dell’ esofago, la cosa è più grave. Molto più comune è che lo stomaco sia coinvolto. E quando i muscoli dello stomaco cominciano a contrarsi, avvertite all’ interno una forte e sgradevole pressione.</em></p>
<p><strong>Quando i muscoli si contraggono fortemente, allora c’è dolore.</strong> Il dolore è acuto quando quello di qualsiasi ulcera. Al nostro paese c’era un droghiere che soffriva di un dolore identico a quello causato da un’ ulcera. Aveva un mucchio di guai: forte concorrenza in commercio, la moglie brontolona, un figlio scapestrato; e soffriva quasi di continuo di quel dolore. I medici gli avevano assicurato che non si trattava di un’ulcera, e lui cominciò a crederlo accorgendosi che il dolore scompariva ogni volta che andava a pescare, né questo ricompariva finchè non era arrivato a casa.</p>
<p><em>Lo stesso genere di spasmo muscolare può presentarsi in ogni parte del colon.</em></p>
<p><em></em><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-545" title="malessere" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/12/malessere-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></p>
<p>Molti che si lamentano di dolori identici della cistifellea, non hanno alcun dolore alla cistifellea. Sono degli scontenti ai quali si contrae la parte superiore del colon e, potete credermi, le loro sofferenze sono<del cite="mailto:MarioPsychologist" datetime="2013-01-31T16:16"> </del>vere. Se poi il dolore si manifesta più in basso del colon, sembra proprio un’appendicite. Allora ci vuole un medico proprio avveduto per non aprir loro la pancia.</p>
<p><em>Altri muscoli,</em> <em>oltre quelli del condotto intestinale, rispondono agli impulsi emotivi, specialmente i muscoli dei vasi sanguigni.</em></p>
<p>Moltissimi di coloro che hanno un mal di testa tanto forte da farli ricorrere al medico, soffrono di male al capo perché qualche vaso sanguigno all’interno o all’ esterno del cranio si contrae in modo così intenso, per l’ eccitazione nervosa, da cagionare dolore.</p>
<p><em>Un terzo di tutte le malattie della pelle, curate dai dermatologi, è causato dai vasi sanguigni della pelle che reagiscono all’ ansietà, alla preoccupazione, al disgusto e così via.</em></p>
<p>Ogni volta che certe persone si turbano, o si irritano, si stizziscono, il sangue è addirittura spremuto attraverso le pareti dei vasi sanguigni fino a raggiungere l’epidermide. Il tessuto se ne imbeve; infine il siero è spinto su, attraverso la superficie della pelle, che in quel punto diventa, squamosa, crostosa, pruriginosa, e il paziente ha una neurodermatite.</p>
<p><strong>Uno dei punti ove più spesso si manifesta la tensione nervosa sta nei muscoli della parte sinistra del torace.</strong></p>
<p><strong></strong> La gente di rado si fa visitare dal medico perchè sente un dolore alla parte destra. E’ quasi sempre per la sinistra. Se il dolore si manifesta a destra, si scrollano le spalle: non ha importanza. Ma se è a sinistra, piano: potrebbe trattarsi di mal di cuore! Allora si incominciano a spalancar gli  occhi per coglierne i sintomi. E ciò può bastare a provocare il dolore.</p>
<p><strong>La tensione muscolare è solo uno dei modi in cui si producono i sintomi in una malattia psicosomatica.</strong></p>
<p><strong></strong> <em>Uno degli altri modi è l’effetto che gli stati emotivi hanno sul sistema endocrino.</em></p>
<p><em></em> A molti di voi è capitato è capitato di percorrere una strada in auto a eccessiva velocità e di veder  d’un tratto una macchina sbucare a marcia indietro da una strada laterale. Avete trattenuto il fiato, il cuore ha accelerato i battiti e avete provato un leggero senso di stordimento.</p>
<p>La gran paura provata nella vostra mente provoca questi mutamenti del corpo. Un impulso è trasmesso alle ghiandole surrenali, che secernono l’adrenalina e l’ immettono nella corrente sanguigna. Appena l’ adrenalina colpisce il cuore, questo si mette a battere forte. Appena colpisce il centro respiratorio del cervello, cominciate a trattenere il fiato. Appena colpisce i vasi sanguigni che immettono nel cervello, questi si restringono e vi sentiti storditi.</p>
<p><strong> La malattia psicosomatica ha anche altri effetti sull’ organismo.</strong></p>
<p>Se, ogni volta che vi eccitate o vi incollerite, sono i vasi sanguigni del cuore a contrarsi, allora la cosa è grave.</p>
<p>John Hunter, il fisiologo inglese, aveva un cuore di questa specie, e soleva dire: « Il primo mascalzone che mi farà montare in bestia mi ucciderà». E questo fu proprio quanto accadde. In una riunione di medici prese la parola per ribattere un’affermazione che gli riusciva sgradita, e un eccesso d’ira gli causò una tale contrazione dei vasi sanguigni del cuore che cadde fulminato.</p>
<p>Molte persone affette dalla malattia psicosomatica fanno una vita normale. Molte sono all’ ospedale. Migliaia sono costrette a letto, in casa loro, da lunghi anni.</p>
<p><em><strong> Per evitare la malattia psicosomatica si deve apprendere il modo giusto di pensare</strong></em>.</p>
<p>In ogni università si dovrebbe svolgere un corso chiamato  “Arte del vivere”. Esso dovrebbe insegnarci a rendere la nostra disposizione e i nostri pensieri il più possibile piacevoli e allegri.</p>
<p>Sarebbe sciocco dirvi che potete essere sempre allegri e bonari. E’ ovvio che è impossibile. <span style="text-decoration: underline;">Ma posso darvi alcuni suggerimenti che vi aiuteranno a pensare a voi nel modo giusto.</span></p>
<p><strong>Primo:</strong>  <em>smettere di cercare difetti nel vostro organismo. </em>Non andate in cerca di guai, analizzando di continuo le vostre sensazioni.</p>
<p><strong>Secondo</strong><em><strong>:</strong></em> <em>imparate ad amare il vostro lavoro</em>. Per riuscire a qualcosa in questo mondo bisogna lavorare. Una delle cose che eviterete, se imparate ad amare il vostro lavoro, è la tensione  del lavoro, la tensione a cui è sottoposto chi considera  il lavoro come qualcosa a cui bisogna sobbarcarsi.</p>
<p><strong> Terzo</strong>: <em>createvi un passatempo</em>. Questo è un elemento importante per distrarre la mente dalla tensione del lavoro.</p>
<p>Durante il giorno, quando siete preso dalle vostre preoccupazioni, concedetevi mezzo minuto di riposo e pensate a quel lavoretto con cui vi svagate nelle ore libere, a quell’ iniziativa civica di cui vi interessate, alla gita  che farete il prossimo giorno festivo quando andrete a pescare.</p>
<p><strong>Quarto:</strong><em> imparate ad aver simpatia per la gente.</em> Serbare rancore o avere un’ antipatia può influire in modo disastroso sul vostro organismo.</p>
<p>Un tale era finito nel nostro ospedale perché costretto a lavorare in ufficio con un collega che gli era antipatico. Il ricoverato mi disse: «Non mi piace il suo modo di pettinarsi, non mi piace il suo vizio di fischiettare tra i denti,non mi piace la sua abitudine di cominciare tutte le frasi con: “Senti!”». Interrogatolo, scoprii che gli era mai piaciuto nessuno, né il padre, né la madre, né altri della famiglia. Ma dovete pur vivere tra la gente; perciò imparate a prenderla in simpatia.</p>
<p><strong>Quinto:</strong> <em>Imparate a contentarvi quando la situazione è tale che non potete facilmente modificarla.</em> Occorre tener presente che, nella maggior parte dei casi, esser contenti è del pari facile che non esserlo, ed è tanto più piacevole.</p>
<p><strong>Sesto:</strong><em> imparate a rassegnarvi alle avversità.</em></p>
<p>In questa vita incontrerete per forza delle avversità. Può darsi che ne incontriate parecchie, ma non lasciatevi abbattere. Avevo un malato che non lavorava da un anno. Poi gli morì la moglie, e un mese dopo gli restò ucciso il figlio. Quell’ uomo non faceva che starsene lì a pensare: «Come sono sfortunato… perché queste sventure dovevano capitare proprio a me?». Si ammalò gravemente; non aveva imparato ad accettare le avversità. Molta gente è vittima di una malattia psicosomatica inseguito ad un’avversità.</p>
<p><strong> Settimo:</strong><em> Imparate a dire cose allegre e spiritose</em>.</p>
<p>Non dite mai cose cattive, anche se ne avete voglia. La mattina guardate vostra moglie o vostro marito, e, anche se non è vero, dite: «Hai proprio un bell’ aspetto, stamane!». Questo metterà lei ( o lui) di buon umore, e perciò starete meglio anche voi.</p>
<p><strong><em>Infine, imparate ad affrontare i vostri problemi con risolutezza. La peggior cosa da fare, quando si ha un problema, è il rimuginarselo in mente. Se avete un problema, decidete come risolverlo e poi non pensateci più.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste sono alcune cose che dovete imparare se volete evitare la malattia più comune.</p>
<p>La chiave è: <em>Farò in modo che il mio stato d’animo e i miei pensieri siano il più possibile allegri e piacevoli</em>.</p>
<p><em>Non c’è definizione migliore della felicità.</em></p>
<p><img class="size-full wp-image-480 aligncenter" title="Be Happy" src="http://www.psicologodinunzio.com/wp-content/uploads/2012/11/Be-Happy1.jpg" alt="" width="209" height="241" /></p>
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