Il presente articolo vuole far conoscere la fisiologia del cervello umano: come fa la mente ad intervenire, a influire o a condizionare gli organi del corpo.

Il cervello è come un grande computer: quando l’ energia mentale trova blocchi o chip chiusi, l’energia viene deviata verso alcuni centri , come l’ ipotalamo, a quel punto si avviano programmi endocrini e fisiologici.

Ma un pensiero, un’ immagine o un desiderio può dare inizio a cambiamenti fisiologici  nel nostro corpo? Certo, ma bisogna sapere come fare. Fino a qualche tempo fa non  si sapeva, era ignoto, anzi si riteneva impossibile.                                            

E’ il potere della mente.

 Non si sapeva e sembrava improbabile che qualcosa di non palpabile, non fisico, come un pensiero, fosse in grado di aumentare o diminuire i battiti cardiaci, alterare la pressione del sangue, produrre spostamenti di una certa quantità di sangue da una parte del corpo all’altra, come ad esempio nell’ eccitazione sessuale.Molti credevano impossibile che il pensiero potesse influenzare  le reazioni fisiologiche del corpo.

Questo è il potere della mente e del cervello: la capacità di influenzare indirettamente il corpo.

Ci sono organi del nostro corpo completamente involontari. Sono fuori dal nostro controllo diretto e qualsiasi sforzo cosciente non riesce a produrre alcun cambiamento: né positivo e né negativo.

Qualsiasi atto di volontà cosciente non ha il potere di frenare una tachicardia o dire al cuore di rallentare. Il nostro controllo volontario è incapace ad opporsi direttamente per sedare gli organi impazziti da un attacco di panico.

La nostra volontà è impotente a calmarci da uno spavento.

La nostra volontà e il nostro impegno non può salvarci da un’ impotenza sessuale, e quindi comandare al sangue di recarsi immediatamente agli organi sessuali perché stiamo rischiando una brutta figura.

La nostra volontà di guarire non può direttamente comandare il sistema immunitario e ordinargli di spazzare via e con sollecitudine un virus o un cancro.

Tutto questo è impossibile direttamente, ma si può benissimo fare indirettamente.   Molti lo fanno giorno per giorno. Anche tu lo fai, senza che te ne accorgi. E’ il potere della mente.

Ci sono parti del nostro corpo che non possono essere comandati direttamente, sono involontari. Non sono influenzabili direttamente, non si può comandare  con la nostra volontà, ma si può agire su di loro in maniera indiretta.                                   Come?

Le immagini e l’emotività riescono a influenzare e a modificare il funzionamento corporeo.

L’ emozione della paura altera il funzionamento del cuore che comincia a battere più velocemente, la respirazione diventa affannosa, si altera la pressione  e  sono sconvolte anche altre funzioni fisiologiche.

Per esempio, la vista del sangue e le immagini di un incidente ci spaventano e ci mettono in stato di allarme. Quando siamo arrabbiati o spaventati molte funzioni fisiologiche vengono alterate.

Invece,  immagini tranquille come quelle di un panorama, di un bambino, del nostro animale preferito o del nostro posto ‘sicuro’ ci calmano, ci danno gioia e ci fanno stare bene.

Ma come può la mente alterare uno stato fisiologico? Come può il pensiero manipolare e modificare uno stato di quiete o provocare un turbamento delle funzioni fisiologiche?                                                                             

Come può una cosa astratta come il pensiero provocare una tachicardia, variare la  pressione arteriosa,causare una modifica della produzione ormonale, causare un rallentamento o un incremento della funzionalità gastrointestinale, così come succede nell’ansia  o in un attacco di panico?

La risposta è nella GESTIONE E NEL FLUSSO DELL’ENERGIA MENTALE.

Immaginiamo il cervello come un grande scalo ferroviario.

Un grande caos, con treni  che arrivano, si fermano e ripartono.

Tutto il traffico viene diretto e gestito da una DIREZIONE.

In un tale sistema ci sono binari principali, aventi priorità assoluta (ad es.: il dolore), rotaie preferenziali (sensazioni di piacere) e binari di routine.

Il capostazione, un sistema intelligente, coadiuvato da una fitta rete di computer,elabora, dispone, dirige la struttura e distribuisce il traffico. Il dirigente è in grado di avviare input fisiologici, elaborare decisioni e programmi di comportamenti.

La sede anatomica può localizzarsi in un apparato del cervello chiamato TALAMO.

Questo struttura è una importante crocevia di transito, il luogo in cui le vie nervose sono indirizzate sia verso la corteccia, che verso la periferia corporea.

Il direttore, o l’unità centrale di elaborazione, dal suo quadro comando, riceve e analizza tutte le informazioni di Input, prende una decisione, osserva se ha pronto degli schemi di risposta adatti alla situazione, valuta se essi sono più o meno adatti e dà l’ OK .

Come in ogni terminal importante lavora  anche un sistema di allarme, un sistema di emergenza che viene attivato quando  il segnale elettrico non trova delle soddisfacenti vie di uscite.

 Praticamente se la valutazione è quella di non avere risposte efficaci, di non sapere cosa fare, oppure quando le soluzioni sono poco soddisfacenti, l’energia rimane bloccata facendo nascere una sensazione di disagio o di allarme.

Trovando la via chiusa, l’impulso elettrico preme sull’ ultima via rimasta aperta: il sistema di allarme.

L’ emergenza viene concretizzata da una struttura collegata, chiamata  IPOTALAMO.

Una situazione è identificata  “pericolo” quando non sono disponibili efficaci programmi comportamentali.

Questa  situazione crea le condizioni per far scattare un impulso al Sistema Neuro-vegetativo o Sistema Nervoso Autonomo (S. N. A.). Tale sistema  controlla a livello di organi o tessuti l’adattamento dell’organismo alle mutevoli necessità e bisogni richiesti dalla vita. Il S.N.A controlla direttamente o indirettamente gli altri sistemi biologici coinvolti  nel sistema di adattamento.

Una mancanza di risposta valida o schemi comportamentali ritenuti poco validi nella “valutazione” del senso del pericolo, trova le vie d’uscita bloccate e fa scattare l’ impulso al sistema d’emergenza.

Se non sappiamo cosa fare si è come in una strada sbarrata, allora l’energia bloccata devia  verso l’ultima via aperta: il sistema d’ emergenza.

La paura provoca sgomento perché ci trova impreparati: è improvvisa, è grande, è nuova o è insuperabile. In poche parole: non sappiamo cosa fare.

L’energia a disposizione non trova sfogo, è bloccata: l’unica strada libera è l’ipotalamo.

La parte posteriore dell’ipotalamo è denominata ‘Sezione SIMPATICA’ del Sistema Nervoso Autonomo. Questa viene stimolata dalla  valutazione PERICOLO serve come start al S.N.A (o Sistema Nervoso Autonomo).

La stimolazione di questa zona  fa scattare un impulso che avvia il programma “EMERGENZA”.

 Facciamo un esempio. Immaginiamo di essere alla guida della nostra automobile.

Procediamo veloci; il traffico è regolare in entrambe le direzioni di marcia.

La giornata è bella. Il percorso è libero; osserviamo il panorama familiare. I nostri pensieri sono i soliti problemi personali, mentre in sottofondo la radio trasmette una musica piacevole.

Siamo tranquilli e niente ci sta preoccupando.

D’un tratto, da una strada laterale sbuca fuori un auto; si immette sulla nostra strada, proprio davanti a noi, senza fermarsi allo STOP.

Uno sguardo è bastato a farci valutare il pericolo. Stiamo per scontrarci: dobbiamo fare qualcosa! In un attimo, si valuta la situazione di estremo pericolo e le possibilità di azione, mentre un impulso nervoso raggiunge  l’ipotalamo e il sistema nervoso simpatico.

Lo stimolo di questa porzione del cervello avvia una serie di processi fisiologici che fanno entrare in stato di ALLARME.

Si ha uno sconvolgimento dello stato di quiete. Arriva un subbuglio di reazioni, come:                       -aumento del battito cardiaco, 
-aumento della pressione arteriosa,                                                                                           -aumento del flusso respiratorio,
-richiamo del sangue dalla periferia ai muscoli,
-aumento della tensione muscolare,
-stimolazione della midollare del surrene, con immediato rilascio di adrenalina,
– stimolazione della corteccia surrenale che rilascia cortisolo,
-aumento dell’ acuità visiva,
–aumento  della sudorazione, ecc.

Tutto questo si chiama: ANSIA o situazione stressante.

Il programma è simile a quello dei computer : inizia, ma se tutti i chip o gli interruttori sono chiusi, il software, o il flusso di corrente, procede verso le uniche vie possibili, la via ipotalamica o di EMERGENZA.

Viene attivato il Software ‘PERICOLO’, che a livello mentale la persona ragiona in questo modo.

  • Dio mio,quella macchina non si è fermata!!  Sto per scontrarmi!
  • Si può fare qualcosa ?            Si ? Esegui – Rilassamento
    • No
    • FRENARE ?                          Si ?    Esecuzione – Rilassamento
      • No
      • SORPASSARE ?                Si ?  Esegui
        • No
        • BUTTARSI  LATERALMENTE ?               Si ? Esegui !
        • No
        • SUONARE PER FARLO ACCOSTARE? Si ? Esegui !
        • No,non serve

        • DIO! COSA POSSO FARE?  NULLA ?
        • P A N I C O ! 

In questa sequenza possiamo osservare che ogni passaggio, ad ogni via chiusa, non si fa altro che aumentare la sollecitazione del Sistema Nervoso Autonomo.

Lo stimolo nervoso va man mano aumentando fino a mandare in sovraccarico, in TILT, tutto il sistema. 

Senza output, o comportamenti possibili, tutta l’ enorme energia messa a disposizione per far fronte al pericolo, verrà convogliata sull’unica via d’ uscita rimasta: il sistema d’ emergenza.

Con l’eccesso di energia è possibile anche una tracimazione alla sezione parasimpatica vicina. Nel panico infatti, oltre alla forte tensione, si possono avere collassi,svenimenti, defecazione, minzione, etc.

Una forza di tale intensità comporta una sollecitazione del sistema motorio,cognitivo ed emotivo.

Anche in queste condizioni di allerta entra in atto la VALUTAZIONE SOGGETTIVA del pericolo.

Alla guida dell’ auto, dell’esempio precedente, vi può essere una persona con poca esperienza. Di fronte allo spavento, l’autocontrollo dell’ autista viene recuperato se il suo vicino più esperto esclama :“ La macchina è lontana. Stai tranquillo. Puoi frenare !”.

Quel suggerimento apre una via di uscita; si alleggerisce il carico energetico sull’ipotalamo  e il Sistema Neuro-vegetativo, allora viene stimolata solo la parte anteriore dell’ ipotalamo, denominata ‘Sezione PARASIMPATICA del S.N.A’. Si ottiene l’effetto opposto della sintomatologia su riportata.

L’attivazione di questa sezione provoca un :

-abbassamento dei battiti cardiaci e della pressione arteriosa,

-diminuzione e allungamento dei movimenti respiratori,

-allentamento della tensione muscolare,

-dirottamento del flusso sanguigno verso la pelle o l’intestino,

-rilassamento viscerale,

-rilassamento generale,-ecc, ecc.

 

Lo spavento, quindi, deriva dalla auto-valutazione negativa della persona ancora poco pratica della guida.

L’ aumento di esperienza del neo-autista  farà aumentare la fiducia nei propri mezzi e creerà numerose vie d’ uscita di fronte a situazioni di pericolo.

Il modello della stazione ferroviaria può spiegare, a mio giudizio, come la mente sollecita gli organi del corpo, allorquando è sottoposto ad una situazione stressante.

La reazione d’allarme, attraverso la stimolazione ipotalamica produce un’ attivazione del livello endocrino e neuroendocrino, con un aumento delle catecolammine circolanti, di ormoni corticosurrenali, di prolattina e di ormone somatotropo e la stimolazione del S.N.V.

Quando la reazione d’allarme si protrae nel tempo ed è di una certa intensità o quando è ostacolata nel suo regolare svolgimento, lo stress può essere precursore di certe malattie.

Nelle condizioni  di stress emozionale si generano importanti cambiamenti nei livelli ormonali, per via dell’ interazione tra Sistema Neuro-Vegetativo e Sistema Endocrino.

Lo stress e la reazione d’allarme provoca anche un’Attivazione del Sistema Nervoso Centrale che, a livello psicologico, provoca sentimenti di tensione, paura,aumentata vigilanza, irritabilità e ansia.

L’ attivazione del sistema d’allarme provoca un’ aumentata secrezione di adrenalina, noradrenalina, cortisolo, tiroxina, ormone della crescita, aldosterone.

Il sistema opposto, parasimpatico o trofotropico, si  accompagna, invece,  ad un aumento di produzione di ormoni  di tipo anabolico (verso il riposo, verso l’ipo-energia), come l’ insulina, gli estrogeni e gli androgeni.

L’ipotalamo svolge pertanto una duplice funzione: una funzione di controllo del sistema nervoso autonomo (attraverso il quale modifica la motilità viscerale, i riflessi, il ritmo sonno-veglia, il bilancio idrosalino, il mantenimento della temperatura corporea, l’appetito e l’espressione degli stati emotivi) e una funzione di controllo del sistema endocrino.

Due dei nuclei ipotalamici (sopraottico e paraventricolare) collegano direttamente l’ipotalamo all’ipofisi tramite neuroni che, partendo da essi e terminando con i loro assoni nei capillari della neuroipofisi (porzione posteriore dell’ipofisi, minore per dimensioni), formano un fascio ipotalamo-neuroipofisario che unisce i due organi e forma così il suddetto ASSE IPOTALAMO-IPOFISARIO.

Asse Ipotalamo – Ipofisi
Il sistema nervoso trasmette i suoi messaggi elaborando dei neurormoni ( o ormoni cerebrali). Ad esempio,  l’ipotalamo, attraverso i ‘neurotrasmettitori,’ esercita un’influenza sul funzionamento della ghiandola ipofisaria.
L’Ipotalamo secerne sostanze (ormoni ipotalamici) che stimolano la  dismissione e l’ingresso nel sangue degli ormoni ipofisari e sono indicati come Relasing Hormones (RH).
Gli RH sono:

Il GnRH o relasing hormone per le due gonadotropine ipofisarieLH ed FSH, agenti sulle ovaie per l’induzione dell’ovulazione;

Un relasing hormone per la tireostimolina ipofisaria o TRH agente sulla tiroide;

Un relasing hormone per l’ormone ipofisario della crescita o GHRH;

Un relasing hormone per la tropina che stimola la corticale del surrene o CRH, inducendola a sua volta a produrre l’ormone cortisolo;

Esistono anche ormoni che inibiscono la secrezione dell’ipofisi qualora ciò risulti necessario.

Gli ormoni ipofisari sono rappresentati da:

Gonadotropina FSH (ormone stimolante il follicolo);

Gonadotropina LH (ormone luteinizzante);

ICSH (ormone stimolante le cellule interstiziali del testicolo) nell’uomo;

Prolattina, importante nella preparazione della ghiandola mammaria durante la gravidanza e nella sua funzione durante l’allattamento.

Le gonadotropine agiscono sulle gonadi (ovaio e testicolo). L’ovaio, sotto lo stimolo delle gonadotropine, secerne tre ormoni che derivano dal colesterolo: estrogeni, androgeni, progesterone e suoi derivati. Il TSH (tropina stimolante la tiroide);

L’ACTH (tropina stimolante la corticale del surrene);

Il GH (tropina stimolante l’accrescimento corporeo);

l’ADH o ormone antidiuretico o vasopressina, responsabile della ritenzione di sodio, e l’ ossitocina, che stimola la contrazione della muscolatura dell’utero durante il parto e delle cellule muscolari (mioepiteliali) della mammella durante l’allattamento per favorire l’uscita del latte.

Inoltre, l’ipofisi produce peptidi oppioidi (endorfine) e  fattori che influenzano il fegato ed il pancreas.

Questi, vengono poi immesse nel circolo sanguigno ed hanno azioni su tutto l’organismo.

Quando lo stress o uno stato d’ansia dura per diverso tempo viene sollecitato l’asse ipotalamo-ipofisi-corteccia surrenale responsabile di una eccessiva produzione di cortisolo.

Questo ormone, fra alcuni dei suoi effetti a livello corporeo è quello di avere una significativa ripercussione sul sistema immunitario. I riscontri scientifici hanno provato che il cortisolo ha un effetto di incentivare le difese immunitarie in un breve periodo, mentre nel lungo periodo una eccessiva e continuata produzione di tale ormone inibisce il sistema immunitario.

Questo significa che un breve periodo di stress ha un effetto positivo, mentre in una situazione di emergenza (ansia e stress) di lunga durata viene inibito il sistema immunitario e siamo più soggetti ad ammalarci.

Conclusione

L’anello mancante dell’influenza del mente sulla fisiologia corporea è stata scoperto.

Basta immaginarsi nei panni del capostazione alla guida di un sistema complesso come quello cerebrale e nella valutazione delle vie d’uscite, nella possibilità e nella fiducia personale verso il raggiungimento degli obiettivi proposti.

Una situazione senza via d’ uscita’, ‘Sono in un vicolo chiuso’, ‘Non so che via prendere’, ‘Non so come comportarmi’, ecc. sono modi di dire di tutti i giorni che si riferiscono proprio al blocco energetico mentale.

Come ho riportato nell’ articolo, se l’ energia mentale non trova direzioni libere e soddisfacenti, se il flusso energetico è bloccato, la direzione che rimane aperta è quella fisiologica ipotalamica. Da quì partono, a discesa,tutte le reazioni fisiologiche che servono all’ adattamento.

Questa può essere l’influenza della mente sul corpo?

Vale la pena crescere nelle nostre esperienze, capacità di Problem Solving e gestione della mente per avere una vita sana e soddisfacente?

 

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