Questo articolo vuole informare sul funzionamento cerebrale della fisiologia della frustrazione,come si sviluppa e perchè la frustrazione è responsabile del mantenimento del vizio del fumo e della difficoltà a smettere di fumare facile.

Il fumatore che non può fumare, o che decide di smettere, vive uno stato di frustrazione.

La frustrazione di smettere di fumare Se c’è un ostacolo che impedisce di fumare, dopo che ha deciso di accendere una sigaretta, sente la mancanza e la privazione.
Se ha il pacchetto vuoto, o sta senza sigarette, il fumatore vive con disagio e rabbia la privazione.
Questo perché aveva creato il desiderio e si era messo in aspettativa di qualcosa da gustare.
Se continuava a non pensarci, con la sicurezza di avere le sigarette, poteva stare ancora diverso tempo senza fumare.

I  fumatori, anche quelli più accaniti, quando si trovano in posti dove non si può fumare riescono a stare tanto tempo senza fumo, senza soffrire di privazione.  Ad esempio, in chiesa non si fuma,

nella sala d’ aspetto di un medico, nelle corsie degli ospedali, in aereo, nei reparti non fumatori del treno e altri posti, il fumatore riesce tranquillamente a stare senza pensare al fumo diverso tempo e senza soffrire di astinenza.

Infatti, il fumatore dorme tante ore durante la notte, senza svegliarsi in preda ai sintomi di astinenza.

Il problema arriva se non può fumare quandosi crea la voglia, allora arriva il panico. Ma se è distratto e poi esce da questa distrazione e pensa: << Ora fumo una sigaretta>>, allora arriva il desiderio.

Il meccanismo mentale che si crea è simile a quello dello stato di FRUSTRAZIONE.

La frustrazione è un disagio che si prova quando è sbarrata la strada verso i nostri obiettivi.
Quando qualcosa blocca la soddisfazione di un desiderio si prova un senso di frustrazione.
Quando, d’ un tratto, un ostacolo impedisce il nostro cammino verso la soddisfazione di un bisogno o di un desiderio, si prova fastidio, rabbia, frustrazione e disagio.  In questi momenti la necessità di rimuovere l’ ostacolo che ostruisce il nostro cammino si avverte in maniera molto forte.

La nostra vita è fatta di bisogni, di obiettivi e desideri da realizzare. Noi siamo tesi verso una meta.
smettere di fumare è andare controcorrente 
Immaginiamo questa tensione verso l’ obiettivo, come un fiume.   L’ acqua scende a valle con tutta la carica della sua energia. Se il corso del fiume trova un ostacolo e il percorso viene sbarrato, tutta l’ energia potenziale dell’ acqua crea una spinta contro l’ ostacolo.

Così succede all’ Uomo. Lo stesso meccanismo accade anche nell’ Uomo, solo che al posto del fiume c’è un impulso elettrico, generato dal nostro cervello.

La mente crea una motivazione e una spinta, per raggiungere e soddisfare le nostre aspirazioni.
Il cervello crea un treno di impulsi elettrici che vanno a sollecitare la mente e i muscoli.

Nel cervello ci sono convinzioni che canalizzano gli stimoli elettrici verso la soddisfazione del desiderio.
La mente del fumatore  ospita convinzioni che il fumo è piacevole, che piace, che aiuta, che stimola, e quindi ha necessità di fumare. Si crea il bisogno.

Se qualcosa impedisce di fumare, o se si decide di smettere di fumare, viene sbarrato il percorso verso la soddisfazione di un desiderio.   Si crea una FRUSTRAZIONE, ossia a un impedimento alla soddisfazione.                                                                                                                  Si crea una energia che preme, si crea UNA TENSIONE.

Il fiume, mentre scende a valle, ha un’ energia che pigia e spinge sull’ ostacolo. Ogni frustrazione crea disagio, aumento della tensione, mentre a livello emotivo si prova rabbia e ansia.

Appena si può fumare, viene rimosso l’ ostacolo, si elimina la tensione e torna la tranquillità.

Il fumatore  è convinto che il fumo aiuta, rilassa e serve, se decide di smettere di fumare, in questo modo non può rinunciare alla sigaretta, perchè la rinuncia a fumare, quando ha voglia, crea una frustrazione, un desiderio, un disagio e un aumento della tensione.

Se fuma elimina il disagio, NON perché ha apportato nicotina nel corpo, ma perché ha eliminato la frustrazione.

Se cambi le convinzioni a monte non ci sarà frustrazione o tensione da calmare col fumo.

Il fumatore si trova a metà del percorso del fiume: tra le convinzioni della bontà del fumo e  un desiderio che ha creato che gli crea una tensione e una energia da dissipare.

Uno dei motivi per cui il fumatore non è disposto a smettere di fumare è perché erroneamente è convinto che il fumo rilassa.

Secondo il meccanismo della frustrazione che abbiamo appena visto, la tensione arriva quando il fumatore si mette in aspettativa di qualcosa di gradevole, si crea il bisogno e una tensione. Con l’atto di fumare  il fumatore elimina la tensione  perchè soddisfa quell’ aspettativa.

Lo stesso fenomeno avviene anche quando desideriamo qualsiasi altra cosa, come un pezzo di dolce, ad esempio.
La sola differenza è che il dolce siamo disposti a rinunciarci o a rimandare il consumo, mentre con le sigarette non siamo disponibili a farne a meno, perché ritenute indispensabili. Non è solo una questione di convinzione?

Per maggiori informazioni sul meccanismo cerebrale descritto, leggi l’articolo Neurofisiologia dell’ ansia e del panico

Come smettere di fumare facile

 

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