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Il DOC Sistema di Allarme, Perchè La Mente Ti Mostra Sempre il peggio
Scopo di questo articolo è quello di comprendere la funzione e la logica nascosta delle ossessioni e degli schemi profondi che originano e mantengono il disturbo ossessivo compulsivo.
Sono uno psicoterapeuta che sta cercando di far conoscere il processo del disturbo ossessivo compulsivo. Cerco di far comprendere che lo scopo di un doc è mostrare quello che potrebbe succedere se… perchè lo scopo del sintomo del Doc non è quello di incolparti o accusarti, ma avvertire, metterti in guardia verso ciò che ti potrebbe succedere. Te lo fa vedere anche con le immagini.
Bisogna capire profondamente il disturbo ossessivo, il motivo del suo funzionamento e soprattutto qual’è la modalità giusta per liberarsi e venirne fuori.
Questo disturbo presenta uno svolgimento complesso che ruota attorno a pensieri intrusivi (ossessioni) e comportamenti o strategie mentali ripetitive (compulsioni), messe in atto per ridurre il disagio o evitare un evento temuto.
La Dinamica del DOC
Al centro del disturbo c’è un ciclo ossessivo-compulsivo che si sviluppa così:
- Pensiero Intrusivo (Ossessione): Un’idea, immagine o impulso indesiderato e intrusivo si presenta alla mente della persona, generando ansia o disagio. Questi pensieri spesso riguardano temi di pericolo, contaminazione, moralità o catastrofi personali.
- Percezione della Minaccia: L’individuo attribuisce un significato eccessivo o catastrofico al pensiero intrusivo, percependolo come segno di un pericolo imminente o come rappresentazione della propria identità morale.
- Comportamento Compulsivo: Per alleviare l’ansia, o per neutralizzare la “minaccia” percepita la persona mette in atto compulsioni, queste possono essere azioni visibili (lavarsi le mani, controllare, rituali) o mentali (ricerca di rassicurazioni interne, preghiere, conteggi).
- Sollievo Temporaneo: Le compulsioni riducono per breve tempo l’ansia, ma rafforzano il ciclo perché confermano implicitamente che il pensiero intrusivo è pericoloso e che l’unico modo per gestirlo è l’evitamento o il controllo.
“Mostrare Quello che Potrebbe Succedere Se…”
Il sintomo del DOC si presenta come una sorta di avvertimento. Esso “mostra” scenari temuti, spesso in forma esagerata o irrealistica, che purtroppo la mente del paziente li interpreta come possibili o addirittura probabili.
L’evitamento è una strategia primaria che le persone con DOC utilizzano per gestire il disagio, ma è anche uno dei principali ostacoli alla guarigione. L’evitamento impedisce infatti l’abituazione all’ansia e il disconfermare la minaccia percepita.
Ad esempio:
- Un pensiero intrusivo come “E se facessi male a qualcuno?” viene vissuto come un’indicazione reale di pericolo. Per evitarlo, la persona potrebbe evitare di stare vicino agli altri o controllare compulsivamente le proprie azioni.
Obiettivi della Psicoterapia
Nel trattamento del DOC, si lavora per:
- Far comprendere al paziente che i pensieri intrusivi sono modalità per metterlo in allarme e mantenere desta l’ attenzione;
- Far analizzare e controllare i pensieri e i sintomi derivanti da uno schema interiore, una motivazione profonda che ha bisogno di quel sintomo.
- Aiutare il paziente a rivedere le interpretazioni catastrofiche dei pensieri intrusivi, man mano che si arriva alla verità emotiva.
- Scoprire il motivo delle situazioni temute senza mettere in atto le compulsioni, imparando che il disagio è temporaneo e che i pensieri non hanno il potere di causare danni.
Un Modello per Spiegare il DOC al Paziente
Un Falso Allarme : Il pensiero intrusivo è come un falso allarme antincendio. Suona forte e ti mette in agitazione, ma non c’è un vero incendio. Se provi ogni volta a spegnere l’allarme, lo rinforzi, facendolo suonare ancora. Non conviene ignorarlo perché serve per condurci al motivo profondo. Col tempo e con la terapia ti accorgerai che smette da solo.
Abbiamo detto che lo scopo del sintomo del doc è mostrare ‘quello che potrebbe succedere se…’ Quindi lo schema profondo del sintomo del Doc, il motivo profondo è quello di evitare a tutti i costi quello che ci sta facendo vedere. Ma quale potrebbe essere lo schema profondo che ha bisogno di quel sintomo di allarme?
Il DOC si sviluppa e si mantiene non solo a causa delle dinamiche di superficie (come l’ossessione-compulsione), ma anche grazie a schemi psicologici profondi che alimentano il bisogno del “sintomo – allarme”. Comprendere questi schemi richiede un’indagine sulle vulnerabilità emotive e cognitive che spesso si radicano nell’infanzia o nelle esperienze significative della persona.
Ecco una possibile analisi dello schema profondo che richiede il sintomo del DOC.
1. La Funzione Profonda del Sintomo
Il sintomo di allarme del DOC può essere visto come una strategia di controllo per gestire un conflitto interno o una paura sottostante. Ecco alcuni schemi profondi che potrebbero essere alla base del sintomo.
A. Paura della Perdita di Controllo
- Schema: “Se perdo il controllo, qualcosa di terribile accadrà.”
- Origine: Questo schema può derivare da esperienze in cui il controllo è stato essenziale per sopravvivere emotivamente o fisicamente (es. crescere in un ambiente imprevedibile o con genitori ipercritici o assenti, oppure aver vissuto una situazione traumatica in cui non si aveva il controllo della situazione).
- Funzione del sintomo: L’allarme cerca di prevenire ed evitare situazioni percepite come rischiose, mantenendo l’illusione di controllo sulla realtà.
B. Vulnerabilità al Pericolo o al Danno
- Schema: “Il mondo è un luogo pericoloso, io sono in costante rischio ed io non ho i mezzi per far fronte alle situazioni.”
- Origine: Esperienze precoci in cui il bambino si è sentito non protetto o esposto al pericolo (es. traumi, malattie, perdita di una figura protettiva).
- Funzione del sintomo: Il DOC si comporta come un “sentinella”, cercando continuamente di identificare e neutralizzare potenziali minacce.
C. Responsabilità Eccessiva e Senso di Colpa
- Schema: “Sono responsabile per prevenire ogni errore o danno.”
- Origine: Può emergere in famiglie in cui al bambino è stato richiesto di prendersi responsabilità non adeguate alla sua età o condizioni in cui l’errore veniva punito severamente.
- Funzione del sintomo: Il DOC agisce come un “controllore morale” che cerca di evitare qualsiasi comportamento che potrebbe causare danno a sé o agli altri.
D. Bisogno di Perfezione o di Assoluta Certezza
- Schema: “Devo essere perfetto e sicuro al 100% per essere al sicuro o accettato.”
- Origine: Può derivare da ambienti in cui l’accettazione era condizionata al raggiungimento di standard irrealistici.
- Funzione del sintomo: Il sintomo di allarme costringe la persona a ricercare compulsivamente conferme per eliminare ogni margine di errore o dubbio.
2. Lo Schema Profondo del “Evitare a Tutti i Costi”
La parte che “evita a tutti i costi ciò che il DOC mostra” è radicata nel bisogno di proteggersi dallo schema interiore profondo. La persona con DOC non sta solo evitando l’evento temuto, ma sta cercando di:
- Proteggere un Sé vulnerabile: La paura è che, se il pensiero o la situazione temuta si realizzasse, la persona non sarebbe in grado di sopravvivere emotivamente o fisicamente.
- Proteggersi da una figura genitoriale interiorizzata che lo accusa di non avere le capacità di fronteggiare i pericoli : ( Io ti devo proteggere, ti devo stare addosso, tu non sei capace, ecco quello che ti potrà accadere se….!).
- Preservare una coerenza interna: Evitare la conferma della convinzione profonda che il mondo, o la propria mente, sia pericolosa e che il controllo sia necessario per evitare il caos.
Ad esempio:
Nel DOC da contaminazione, lo schema profondo potrebbe essere: “Posso contagiarmi, il mio corpo è fragile e vulnerabile; devo proteggerlo da ogni contaminazione.”- Nel DOC ossessivo morale, lo schema potrebbe essere: “Se sono moralmente imperfetto, perderò il valore come persona.”
3. Il Sintomo come Adattamento maladattivo
Possiamo interpretare il sintomo del DOC come un adattamento che la mente ha trovato per rispondere a uno schema profondo irrisolto. Anche se è disfunzionale, il sintomo ha una funzione protettiva:
- Aiuta la persona a evitare il dolore profondo associato allo schema (es. senso di colpa insostenibile, paura del giudizio, vulnerabilità esistenziale).
- Fornisce una “soluzione immediata” (es. il sollievo temporaneo con una compulsione), anche se a lungo termine rinforza il problema.
4. Come Esplorare e Lavorare sugli Schemi Profondi
Nella pratica terapeutica attraverso l’analisi esperenziale si analizzano emozioni, sensazioni, immagini e convincimenti, si aiuta il paziente a identificare e lavorare sugli schemi profondi attraverso:
- Indagine sugli Episodi Precoci : si chiede al paziente di riflettere su esperienze passate che possono aver contribuito alla formazione di queste credenze di base.
- Riconoscimento delle Funzioni del Sintomo: Aiutarlo a comprendere come il sintomo stia tentando di proteggerlo da un dolore interno più profondo.
- Processo di riconsolidamento terapeutico (P.R.T.): Questa procedura si attua attraverso le fasi di individuazione del sintomo (A), Recupero degli schemi generanti il sintomo (B) e identificazione della conoscenza disconfermante ( C). Segue la Fase di Cancellazione del P.R.T. dove una volta identificati gli schemi si aiuta il paziente a trovare delle motivazioni disconfermanti, attraverso la scoperta di mancata corrispondenza e pratica di giustapposizione. In questo modo eliminando lo schema, la motivazione profonda il sintomo viene neutralizzata, in questo modo smette la sua funzione e scompare.
Esposizione Emotiva: Favorire il contatto diretto con le situazioni che prima provocavano ansia e disagio (es. la paura di perdere il controllo, il senso di colpa, paura del contagio, paura di far male, ecc.), senza ricorrere a compulsioni.
Conclusione
Le procedure illustrate aiutano sempre il paziente riprendersi, a non manifestare più presenza dei sintomi del DOC e sviluppare un Sé Adulto Sano e libero da condizionamenti.



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