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Guarire da un Doc relazionale

12 Maggio 2026 di Dott. Mario Di Nunzio Lascia un commento

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Guarire da un Doc relazionale. Caso Clinico

Introduzione

Questo report descrive il Caso Clinico di Loredana, 29 anni, guarita da un disturbo Ossessivo Relazionale per mezzo della terapia dellaGuarigione da un Doc relazionale. Caso clinico Coerenza. La durata del trattamento è stato di 9 sedute. Il trattamento si è svolto in modalità on line.

Spiegazione del caso                                                                                                                                                      Loredana è una ragazza di 29 anni, sofferente da tempo di disturbo ossessivo compulsivo. E’ fidanzata con Massimo di 36 anni. Lavorano entrambi come dipendenti pubblici in due città diverse.

La sua famiglia d’ origine è composta dal papà, commerciante, la mamma insegnante e un fratello più piccolo di 13 anni.

Sintomatologia

Loredana soffre di diverse fobie. Ha paura di guidare in autostrada, paura di affacciarsi ad un balcone. Ha sofferto di attacchi di panico per diverso tempo, ma attualmente riferisce di non soffrirne più. Ha un’ accentuata personalità dipendente.

Riferisce di essere una maniaca dell’ordine e della pulizia. Desidera le cose in ordine e la massima pulizia. Queste le danno un senso di sollievo e impediscono di far insorgere l’ansia.

Attualmente soffre di: Doc da Relazione e Doc dell’ Ordine

Inoltre soffre anche di:

-Ansia e terrore di atti aggressivi e auto-aggressivi.

-Paura di impazzire e perdere il controllo.

-Timore su ogni notizia di cronaca che legge o che sente, riguardo questi fatti.

Paura di distaccarsi e stare lontana dai genitori.

Situazione attuale

La situazione psicologica attuale è limitata dalla sintomatologia del Doc relazionale, mania dell’ordine e Doc auto ed etero aggressivo.

La sua difficoltà più grande è la relazione col suo ragazzo. Non riesce a risolvere il dubbio se gli piace o meno, se va bene o non va bene il suo fisico, la sua voce o alcuni tratti del suo carattere. Il dubbio l’ attanaglia perché è divisa fra il suo amore che prova per Massimo. i dubbi se sta facendo la cosa giusta e se il rapporto andando avanti poi potrà pentirsi.

A casa del suo ragazzo ha la sensazione di estraneità. Non le va bene niente e non riesce a capire se è contenta o no.

Le emozioni che prova sono l’ansia e l’ intolleranza al dubbio. E’ come se volesse capire subito se sta facendo la cosa giusta o se sta sbagliando persona. Spesso arriva il dubbio se Massimo può piacere o meno ai suoi. ‘Non mi va di deludere i miei genitori, perché con l’altro ragazzo che ho avuto, i miei si erano già attaccati a lui.’

Loredana è anche molto infastidita dal Doc auto aggressivo. Questo lo immagina come un raptus suicida,perdere il controllo e buttarsi giù dal balcone. Pensa che sarebbe una grande dolore e delusione per i suoi genitori. Contro questa eventualità negativa ricerca rassicurazioni continue.

Da piccola suo padre gli ripeteva spesso: “ Mi hai deluso”, “ Non ci devi deludere”. Queste parole sono state dei comandi che hanno molto influenzato la sua vita. Il suo desiderio era essere la figlia prediletta del padre e la figlia perfetta. Per questo cerca di comportarsi nel migliore dei modi, anche con grande difficoltà a dire ‘No’ e difficoltà a far valere le proprie ragioni.

Terapie effettuate

Le terapie effettuate sono la Mindfulness, Psicoeducazione e Terapia della Coerenza.

La Psicoeducazione serve a dare informazioni sul percorso terapeutico e spiegazioni sulla natura difensiva del disturbo ossessivo compulsivo.

Può sembrare strano ma un Disturbo Ossessivo Compulsivo non ha uno scopo accusatorio, la sua natura è difensiva.          La funzione del Doc non è quella di accusarci che siamo criminali, pedofili, omosessuali o una spinta ad abbandonare la nostra relazione affettiva. La sua funzione è quella di mettere in guardia: “ Attento! Attento! Ecco quello che ti può succedere se….!”. Praticamente quel famoso “ E se…?” sta a significare che… “se si verifica quella cosa inaccettabile, ecco le conseguenze a cui andrai incontro…(puoi far male a te stesso, far male alle persone a cui vuoi bene, essere accusato di omicidio, andare in prigione e dimenticato da tutti.

Puoi molestare un bambino, una bambina, essere accusato di pedofilia, svergognarti, disonorarti, essere allontanato da tutti e rimanere soli.

Puoi percepire di essere un gay, una lesbica contro la tua volontà. Oppure ascoltare il Doc e abbandonare la persona a cui sei legato! Tutte conseguenze gravissime, da evitare! ”.

Ed è questa la funzione di un Doc: difenderti da una catastrofe.

I pensieri fissi, insistenti, intrusivi e le immagini sono come una televisione mentale del disastro che potrebbe accadere.

Trattamento

La prima seduta serve a creare un buon rapporto di fiducia e comprensione del caso clinico.

Il trattamento di terapia della coerenza ha un’ procedimento, una prassi da seguire, per arrivare allo schema, il motivo responsabile del costrutto ossessivo (Posizione Pro Sintomo).

Il primo passo del Processo di Riconsolidamento Terapeutico (P.R.T.) è l’identificazione del sintomo. In questa prima fase bisogna chiarire attivamente quali sono i sintomi, ovvero i pensieri, i comportamenti e le emozioni che danno sofferenza e che il paziente vuole eliminare.

Con il secondo Passo della P.R.T. ( Processo di Riconsolidamento Terapeutico) si vanno a a recuperare gli schemi e le parti generanti il sintomo.

Le vicende passate hanno creato uno schema, un apprendimento interiore, un insieme di regole e di comandi che hanno bisogno di quel sintomo, altrimenti può succedere qualcosa di più sgradito o più grave.

Si lavora con le emozioni, le sensazioni, le immagini, l’umore, ecc. La metodica utilizzata è quella esperenziale, ossia si parte dal ricordo di un evento per arrivare alla verità emotiva che ha bisogno di quel sintomo.

I rapporti di Loredana con i genitori sono stati altanelanti. In passato è stata una ragazza ribelle e disubbidiente, specie dopo l’ arrivo del fratellino, quando lei aveva 15 anni. Ora il suo rapporto con i genitori è molto cambiato,da ragazza ribelle e autonoma, adesso è di estrema dipendenza.

Necessita molto del consenso genitoriale, specie di quella paterna. La loro approvazione è così indispensabile, al punto che non ancora presenta il suo ragazzo a loro, per timore del loro dissenso.

Loredana ha una eccessiva difficoltà a distaccarsi dal suo ambiente familiare, motivo che è anche la causa del suo Doc Relazionale, come vedremo in seguito.

Elemento centrale della terapia della coerenza è la fase della consapevolezza e la scoperta della Posizione Pro Sintomo. Scoprire lo schema interiore che ha bisogno di quel sintomo è necessario a chi soffre di Doc relazionale, poiché pensa che corre il rischio di fare la scelta sbagliata e rovinare la sua vita e quella dell’altro.

Si parte con la descrizione approfondita della sintomatologia.

-Terapeuta: “Scopriamo insieme quali sono i sintomi. Loredana qual’ è il tuo problema?

Paziente:“Io cerco la perfezione nella mia relazione sentimentale. Io ho dubbi sul mio legame col mio ragazzo. E se poi non è la persona giusta? Tempo fa ho fatto un sogno, che avevo portato a conoscere un ragazzo ai miei. I miei genitori c’erano rimasti molto male, perché non era la scelta che loro si aspettavano. Quindi io devo essere sicura al 100%, altrimenti deludo i miei genitori.

Applicazione della tecnica ‘Completamento di frase’

-Terapeuta: “Loredana completa questa frase:’Andare via da casa dei miei genitori per me significa…? Completa la frase senza pensarci molto. Vedi dove va a finire questa frase”.

Paziente:“’Andare via da casa dei miei genitori …se faccio un passo come andare a convivere con il mio ragazzo, esco dal nido sicuro di casa. Io ho paura di distaccarmi da casa mia, dalla mia famiglia, perché ho paura di perdere qualcosa. Se esco dal nido sicuro di casa,mi sento come gettata verso il mondo adulto, divento meno figlia. Se esco da casa i miei genitori sarebbero dispiaciuti per la mia scelta.

-Terapeuta: “ Sono dispiaciuti i genitori o Loredana?”

Paziente:“ Se devo allontanarmi, dopo di 3-4 giorni io voglio tornare a casa mia…. Io cerco la perfezione del 100% nella mia relazione sentimentale,…ma questa sicurezza è difficile ottenerla, quindi mi permette di mantenere ancora il mio ruolo di figlia.

Un punto fondamentale della terapia della coerenza è la necessità di non perdere le scoperte fatte. Per evitare che questo accade si fa scrivere un’ annotazione su un cartoncino da leggere almeno 2 – 3 volte al giorno. Serve a non dimenticare quanto è stato scoperto e anche continuare la rielaborazione.

Ecco la postilla data a Loredana:

“Io odio avere questa difficoltà di scegliere se rimanere col cordone ombelicale attaccato, oppure vivere la mia vita. Io vorrei che questo problema non ci fosse. Per non provare quella tristezza del distacco, io rimando il problema e non lo affronto”.

-Terapeuta: “Loredana, ha letto quella postilla almeno 2 – 3 volte al giorno come indicato?”

Paziente:“ Si”

-Terapeuta: “Come si è sentita a leggere quello che c’era scritto?”

Paziente:“ Sì, mi ha fatto riflettere molto”

Si procede col trattamento con il Passo B del Processo di Riconsolidamento Terapeutico (P.R.T.), ovvero recupero degli schemi generanti il sintomo e Passo C= Identificazione della conoscenza disconfermante.

Loredana riferisce che questa settimana ha avuto ansia per i soliti dubbi riguardo la relazione, ma ha anche cominciato a percepire disagio e noia per la solita vita di casa sua. Lamenta poca vita sociale e riferisce che il fine settimana col suo ragazzo non è stato poi male.

Da quello che ora dice Loredana, comincia sentire meno la dipendenza, un aumento del desiderio di autonomia e diminuzione dei dubbi sulla relazione con Massimo.

Paziente:“Dicevo a me stessa :E se poi non ti trovi bene? E se poi sei insoddisfatta? Io so che non voglio rimanere qui a casa mia per sempre Mi manca qualcosa qui a casa… [Pausa di riflessione] Tutto sommato non è andato male stare con Massimo. Mi sento come divisa:da una parte vorrei restare ancora qui al sicuro dai miei, dall’altra parte però tutto sommato non si sta male con il mio ragazzo”.

-Terapeuta: “I tuoi dubbi sono che una parte vorrebbe stare ancora a casa e l’altra Loredana vuole rendersi autonoma, è così?”

La paziente comincia ad avere una certa conoscenza disconfermante, un disaccordo, riguardo la necessità della sicurezza di casa. Comincia ad avere fiducia e pensare che è meglio prendere il volo.

Paziente:“Il fatto di dovermi allontanare da casa c‘è la paura di sentirmi sola, e potrò provare in un certo senso di solitudine che, d’altronde, ho sempre anche qui a casa mia”.

-Terapeuta: “Ma non sei sola, c’è il tuo fidanzato”.

Paziente:“Sì, lo so che sto con il mio ragazzo Ma l’idea di stare solo con il mio ragazzo in una città dove non conosco nessuno, non conosco altre persone, questo mi blocca. C’è la paura che un giorno io possa essere insoddisfatta e quindi sono destinata ad essere infelice . Poi mi vedo da sola, io e lui, esclusa dalla società perché se non hai una vita sociale può diventare una vita monotona… ma c’è anche da dire che quando vivrò da sola con il mio ragazzo… devo lasciare la casa paterna .

-Terapeuta: “E un problema ?”

Paziente:“Una spinta brutale… dovrò prendere le mie responsabilità. Poi la mamma cambierà e comincerà a trattarmi con più distacco come una persona adulta, a me piace essere trattata come figlia… E io non sono pronta a far cambiare questo rapporto di me come figlia . D’altra parte lo desidero. Il DOC mi fa spaventare ancora di più e mi da paura delle situazioni insoddisfacenti che potrei andare a vivere… Che mi potrei sentire da sola . Ma io so anche che non voglio vivere a casa dei miei …Ma in fondo in fondo sto pensando che non starò male… [ GIUSTAPPOSIZIONE], in qualche modo me la saprò cavare…[ GIUSTAPPOSIZIONE]in passato già ho vissuta da sola.

E questa è la fase della conoscenza disconfermante o della GIUSTAPPOSIZIONE

FASE DELLA GIUSTAPPOSIZIONE

Questa è la fase di cancellazione dell’ informazione in memoria che causa i sintomi del Doc.

Il paziente è invitato a entrare in contatto con la parte di sé che sostiene il sintomo, sentendola dall’interno. Allo stesso tempo, tiene presente anche un’altra verità già viva dentro di lui: più sana, più positiva, ma incompatibile con la prima.

Quando queste due realtà si incontrano nello stesso momento, nasce una tensione difficile da sostenere. La mente non riesce a tenere insieme due verità opposte (come descritto da Leon Festinger) e cerca una via d’uscita.

Così lascia andare proprio ciò che crea disagio. E in quel lasciare andare, il sintomo perde forza,dissolvendo anche il disturbo ossessivo.

La giustapposizione di Loredana, ripetuta più volte è stata la seguente:

evento negativo: Trovare difetti nella relazione, nel suo ragazzo e paura di lasciare la casa paterna

Evento positivo:Mi sta stretto stare a casa mia, non ci sto più bene. Ora mi sembra che sono meno paurosa di andarmene…andare a vivere e convivere con il mio ragazzo… Io rimango sempre una figlia, anche se non sono più a casa mia. Ora ho una gran voglia di fare, andare a vivere in una casa mia e prendere delle decisioni mie…Tutto sommato i difetti di Massimo non mi appaiono tanto evidenti.

Risultato: Sensazione di grande sollievo provato da Loredana

Fase della Verifica

Evento negativo: Paura di andarmene da casa mia. Trovare molti difetti nel mio ragazzo,

Evento positivo: Massimo è come tutti i ragazzi con i pregi e con i difetti. Tutto sommato i pensieri non ci sono più e sono contento di starci insieme.

Conclusione

In questo trattamento di successo con la terapia della Coerenza non si è andati a contrastare le convinzioni del paziente, ma si è scoperto che il problema a monte era la difficoltà a lasciare la casa paterna. Con la giustapposizione sono stati eliminati i dubbi verso la relazione, la paura di crescere e rendersi autonoma.

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