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Come superare gli attacchi di panico
Lo scopo di questo articolo è aiutare la comprensione del perché arrivano gli attacchi di panico e come si scopre la causa emotiva del panico. Lo scopriremo attraverso la Terapia della Coerenza.
La Terapia della Coerenza non parte dalla diagnosi (“attacco di panico”), ma da un principio più generale: Ogni sintomo persiste perché è coerente con una conoscenza emotiva profonda che rende necessaria questa reazione.
Quindi la domanda non è:
“Perché questa persona ha gli attacchi di panico?” ma:
“Quale realtà emotiva rende necessario, per questa persona, avere un attacco di panico?”
L’attacco diventa il modo con cui il cervello impedisce una certa situazione.
A cosa serve l’attacco di panico?
Dal punto di vista della Terapia della Coerenza di Bruce Ecker, l’attacco di panico non è un malfunzionamento del cervello, né semplicemente un eccesso di ansia, ma una risposta perfettamente coerente con un apprendimento emotivo inespresso.
Il sintomo comunica qualcosa come:
“Se non reagisco in questo modo esagerato, accadrà qualcosa di emotivamente insopportabile.”
La motivazione profonda di questa credenza è nella memoria implicita, quindi non si è consapevoli.
La persona spesso dice:
“Non capisco perché mi succede.”
La credenza profonda, invece, possiede una logica molto precisa.
Come dice Bruce Ecker, ogni sintomo svolge una funzione.
L’attacco di panico può proteggere da:
- un dolore emotivo
- un conflitto interiore
- una relazione vissuta con sofferenza
- un senso di colpa
- un cambiamento vissuto come pericoloso
- una perdita
- un ruolo nuovo
- l’espressione di rabbia
- la crescita e l’autonomia
- il successo
- il fallimento
Il punto fondamentale è che non esiste una spiegazione uguale e valida per tutti.
Ogni paziente possiede una coerenza personale.
Alcuni esempi
Caso 1
Una donna sviluppa attacchi di panico ogni volta che deve partire da sola.
La memoria implicita potrebbe contenere qualcosa del genere:
“Se rimango sola, sono completamente indifesa.”
L’attacco diventa il modo con cui il cervello impedisce di partire da sola in quella situazione, per paura di avere attacco di panico.
Caso 2
Un uomo ha attacchi di panico quando riceve una promozione.
La memoria implicita potrebbe essere:
“Se cresco e divento più autonomo, perderò l’amore delle persone importanti..”
Il panico evita e blocca la crescita.
Caso 3
Una ragazza sviluppa panico durante l’università.
L’apprendimento implicito potrebbe essere:
“Se deludo qualcuno, verrò rifiutata.”
Il panico impedisce l’esposizione alla possibilità del fallimento e la ragazza potrà evitare di recarsi di allontanarsi da casa per andare all’ Università, per paura di stare male.
Come si curano gli attacchi di panico?
Secondo Bruce Ecker il trattamento non consiste nel ridurre il panico, perché ridurre o limitare il sintomo non elimina ciò che lo rende necessario.
L’obiettivo è individuare la conoscenza emotiva implicita, attraverso la scoperta della credenza profonda.
La procedura segue il modello classico della Terapia della Coerenza.
1. Recuperare gli schemi generanti il panico
Domande tipiche:
- Se il panico avesse una ragione, da cosa sta cercando di proteggere?
- Cosa diventerebbe pericoloso se il panico sparisse oggi?
- Il panico quale problema impedisce ?
Queste domande cercano la logica del sintomo.
Durante il trattamento quando emerge la convinzione che regge lo schema, viene formulata e riconosciuta chiaramente .
Per esempio:
“Se non entro in panico, rischio di rimanere completamente solo.”
oppure
“Se affronto quella situazione senza avere più gli attacchi di panico, non richiamerò più l’ attenzione, perderò il controllo sugli altri e nessuno mi darà l’attenzione che desidero.”
Questa frase rappresenta la Posizione Pro-Sintomo o verità emotiva profonda .
3. Verificare la coerenza
Quando la formulazione è corretta, il paziente riferisce spesso qualcosa come:
“È proprio così.” Oppure:
“Non ci avevo mai pensato, ma dentro di me è esattamente questo.”
Questa è la sensazione di coerenza descritta da Ecker.
4. Trovare l’esperienza disconfermante

È il cuore della Terapia della Coerenza.
Non basta capire, occorre trovare un’esperienza incompatibile, inconciliabile con quella convinzione.
Per esempio:
Convinzione implicita:
“Se resto solo, sono in pericolo.”
Esperienza trasformativa:
Il paziente viene invitato a ricordare situazioni di vita dove è stato solo, senza che è successo niente di quello temeva, in sicurezza,ciò va a disconfermare quella convinzione di pericolo.
Con una opportuna tecnica (Giustapposizione) il cervello riceve contemporaneamente due informazioni incompatibili:
- ” Sono convinto che essere solo significa essere in pericolo, però ho sperimentato diverse volte che sono stato solo e non mi è successo nulla! Sono realmente al sicuro.” .”
Questa giustapposizione crea le condizioni per il cambiamento (riconsolidamento della memoria).
Il panico perde la sua funzione.
Secondo Ecker, il cambiamento stabile non deriva dall’abituarsi ai sintomi, dal rilassamento o dal controllo dell’ansia, avviene quando la memoria implicita viene aggiornata.
A quel punto il cervello non ha più motivo di produrre il panico.
Il sintomo perde la propria funzione.
Conclusione
Se vogliamo sintetizzare la prospettiva della Terapia della Coerenza in una definizione, possiamo dire: L’attacco di panico è una risposta automatica di protezione che nasce da una convinzione emotiva profonda. Non è il problema in sé, ma il tentativo del cervello di impedire qualcosa che, a livello profondo, viene vissuto come intollerabile. Nella Terapia della Coerenza l’obiettivo centrale non è semplicemente controllare o ridurre il panico, ma individuare e trasformare la conoscenza emotiva che, nella specifica persona, rende coerente la comparsa del sintomo. Scoprire, quindi, il motivo e trasformare la conoscenza emotiva che rende necessario il panico.
Nella Terapia della Coerenza non si suppone mai quale sia la convinzione emotiva del paziente: essa deve essere sempre scoperta attraverso tecniche esperenziali del trattamento. Questo è uno dei principi fondamentali dell’approccio.
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