Consigli e strategie per dominare il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)

Consigli e strategie per gestire il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)

Propongo una serie di consigli da mettere in atto per affrontare le difficoltà quotidiane derivanti da un disturbo altamente invalidante come la sindrome ossessiva-compulsiva.

E’ importante precisare che si tratta di consigli che non risolvono il problema ossessivo, ma possono aiutare ad “alleviare” le sofferenze provocate da questo disturbo, adatti alla persona sofferente di DOC e  a dare suggerimenti alla famiglia.

Molte persone hanno credenze strane o”bizzarre”, o piccoli rituali ai quali si affidano nei momenti difficili o quando la realtà appare imprevedibile. Sono azioni che non preoccupano e che si può fare a meno senza soffrirne.

Quando il problema, i pensieri, l’eccessivo perfezionismo, i rituali e le azioni sono compulsivi (ossia costrittivi, cioè che bisogna, eseguire altrimenti si sta male), questi possono finire di compromettere quasi totalmente la vita del malato e le persone che gli vivono accanto.

CONSIGLI PER LA PERSONA

– “Evitare di evitare”

Capita frequentemente che i rituali messi in atto dalla persona con disturbo ossessivo-compulsivo possono arrivare ad essere altamente estenuanti, faticosi e distruttivi.

Molti persone con disturbo ossessivo sono estremamente meticolose e precise. Controllano quello che fanno più di una volta e sono spesso insicuri di aver fatto bene.

Il loro timore è l’ indecisione. Queste persone hanno paura di non aver fatto bene, per questo motivo sono ecccessivamente perfezionisti; spendono tempo ed eccessiva fatica in quello che fanno, portando, non solo se stessi, ma anche altri all’ esasperazione.

In queste condizioni il soggetto è ossessionato nella mente e nelle azioni.Vorrebbe evitare le situazioni che attivano le compulsioni, ma è costretto ad eseguirle.

Il primo consiglio è il seguente:

Nonostante l’ipercontrollo o l’evitamento produce una sensazione di immediato sollievo, è importante iniziare a pensare che evitare, contribuisce ad alimentare il problema stesso.

Inizia a pensare che la compulsione non è il vero problema, ti fa solo diminuire momentaneamente l’ansia. Esegui i controlli e i rituali se ti danno sicurezza, ma il significato è un altro. Voglio dire che se sei costretto a fare controlli, a lavarti compulsivamente, ad evitare una certa azione, o altro, non succede nulla se lo fai o non lo fai, perché questo è solo una comunicazione del tuo inconscio.

Ma ogni qualvolta che ti ritrovi ad immaginare un evento minaccioso, se pensi che devi fare qualcosa per evitarla,  a cercare di evitarla o contrastarla, non fai altro che incrementare, a lungo termine, la tua  ansia e il tuo problema.

Mi puoi chiedere: ‘Ma allora cosa devo fare, come mi devo comportare?’

Dal momento che il sintomo è un segnale, come risposta puoi accentuarlo, aumentare la compulsione a dismisura, fino a banalizzarla. Ad esempio: prima di uscire controlli più di una volta  se hai chiuso il gas, le porte, le finestre? Adesso aumenta l’azione di proposito, 5 volte, 10 volte o quanto ti pare. Non ti preoccupare per le conseguenze. Si sono avuti casi di eliminazione del sintomo, proprio con queste metodologie.

Ricorda, l’ansia fa immaginare sempre le conseguenze più brutte di quello che può accadere. Il problema ossessivo si mantiene proprio perchè si vanno a pensare e ad immaginare le conseguenze più disastrose.  Non concentrarti su queste conseguenze: rispondi al tuo inconscio che hai capito il messaggio e cerca qualcuno per farti aiutare.

-Fai un diario

– Metti nero su bianco: se hai dei dubbi rispetto ad un gesto compiuto (per esempio: “ho chiuso la manopola del gas?”; “Ho controllato che a casa sia tutto ordinato?”) o ancora, su un pensiero (“ho fatto del male a qualcuno?”), prendi carta e penna e scrivi quello che ti succede: ‘come con chi,quando e dove’ viene indotta la sintomatologia.

Ricerca e scrivi i tuoi pensieri automatici, ossia quei pensieri  subconsci che fai fra te e te e che a volte non sei nemmeno cosciente di averli. Riporta le emozioni e lo stato d’animo e cerca di ricordare e attraverso queste emozioni cerca di risalire a quando li hai avuti in modo simile nel passato.

La scrittura se usata al momento opportuno può dimostrarsi un’utile alleato terapeutico.

Quasi sempre i comportamenti, le emozioni, le regole e i copioni che si ripetono sono sepolti nell’ inconscio, provenienti da un’infanzia infelice, che ha causato  paura di perdere il controllo e bassa autostima

 

CONSIGLI PER LA FAMIGLIA

 Evitare spiegazioni

Vivere con una persona con disturbo ossessivo-Compulsivo non è facile.

Il loro perfezionismo e la necessità dei rituali è esasperante e difficile. Ma è’ inutile tentare di spiegare al proprio familiare l’infondatezza e l’irrazionalità delle ossessioni e delle compulsioni. Fare questo contribuisce ad incrementare il disturbo della persona, anzichè  creare un generale clima di sfiducia.

E’ consigliabile, evitare di cercare di spiegare, far capire o convincere “razionalmente” la persona.

 Evitare di  accusare e colpevolizzare

Capita frequentemente per i familiari di trovarsi coinvolti nell’esecuzione dei rituali di comportamento della persona con DOC.

E’ molto più utile, dunque, sospendere ed evitare qualsiasi tipo di aiuto nella esecuzione dei rituali ma rassicurare dicendo che non cadrà nulla di terribile.

Nel contempo, non colpevolizzare e non accusare di mancanza di volontà il familiare, facendolo sentire, in questo modo, “diverso”,

– Valorizzare ogni piccolo cambiamento

Le Ossessioni e le compulsioni rappresentano due caratteristiche che molto spesso finiscono col radicarsi profondamente nella vita della persona. La conseguenza è uno stato consistente di scoraggiamento e depressione.

Il tentativo di cambiare, eliminare e risolvere il problema può risultare difficile e lento. Per questo motivo è fondamentale che i familiari sostengano la persona, rassicurando, evidenziando e valorizzando ogni cambiamento positivi.

 E’ molto utile incoraggiare la persona a cercare aiuto di uno specialista del disturbo ossessivo e sostenerla nei “normali” periodi di ricaduta.

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