Guarire le ossessioni con la terapia cognitiva

Terapia cognitiva per affrancarsi dalle ossessioni

Questo saggio mostra come vincere le ossessioni con la terapia cognitiva.

In questo articolo viene mostrato come agiscono certe convinzioni distorte nelle ossessioni e come fare per liberarsi dalle catene del D.O.C.

Le persone che soffrono di Disturbo ossessivo compulsivo (DOC), a differenza di quelle senza DOC, reagiscono in maniera esagerata di fronte a certi brutti pensieri.

I soggetti predisposti al DOC cominciano a preoccuparsi allorché nella mente transita un pensiero di un’ attrazione omosessuale, un’ immagine aggressiva verso il proprio bambino, un pensiero di tradimento verso il / la partner, un’azione immaginata di pedofilia o un’ ansia per un pensiero blasfemo verso un’ immagine sacra.

I docker sono ansiosi quando scoprono certi pensieri nella mente.

Cominciano ad avere sospetti che nel profondo di se stessi c’è una motivazione, un desiderio o un interesse particolare, finora silenzioso, ma pronto ad erompere appena si allenta il controllo.

La convinzione di avere certi cattivi pensieri fa sentire ansia, paura, timore di perdere il controllo, possibilità di un’azione sconsiderata, poi senso di colpa e vergogna.

Molte persone ignorano questi pensieri, non danno loro credito, sono pensieri e basta, privi d’importanza, pensieri come tutti gli altri.

Le persone predisposte al Disturbo Ossessivo Compulsivo conferiscono a questi un’ importanza assolutamente esagerata.

E’ questa credibilità, questa importanza che provoca l’esplosione nel D.O.C. e la sua stabilità nel tempo.

Bisogna sapere che certi pensieri scellerati passano nella mente di tutti, ma vengono allontanati dalla mente senza lasciare traccia e senza colpo ferire.

Se sei predisposto al disturbo ossessivo, in un particolare momento della vita, periodo di vita in cui sei più fragile e più suscettibile all’ inquietudine, può succedere che nella tua mente passa un pensiero cattivo, cominci a preoccuparti e ingaggi una lotta per scacciarlo.

In questo modo si cade nel tranello delle ossessioni.

Per liberare la mente da questi pensieri ossessivi, si dà inizio ad un continuo controllo: sulle immagini, sul comportamento e le emozioni.

Il fatto di avere certe immaginazioni fa pensare e temere che dentro la mente c’è un desiderio, un interesse malvagio, ALTRIMENTI, si pensa, NON CI SAREBBE MOTIVO AD ESSERE COSI’ PREOCCUPATI.

Nella mente delle persone con DOC scatta una preoccupazione : “ Attenzione, c’è un mostro dentro di te, se molli il controllo succede quello che la tua televisione mentale (l’immaginazione) ti sta mostrando!”.

Per nessun motivo posso accettare una tale eventualità! Certi pensieri NON DEVONO

neanche entrare nella mia mente!”.

La presenza di queste immagini e queste intenzioni mi fanno sentire un individuo basso, un rifiuto, un criminale, una vergogna della famiglia e della società”.

[Siccome non vuoi ASSOLUTAMENTE , serve una forte difesa per allontanarli. Il DOC è una forte difesa].

Il DOC , ovvero la battaglia contro certe convinzioni, è una conseguenza di qualcosa di inaccettabile.

Avere timore di avere pensieri aggressivi, omosessuali, di relazione, sacrilegi, ecc., essere succubi di queste credenze chiama la necessità di sopprimerli in tutti i modi possibili.

Queste battaglie per la loro soppressione non fa altro che rinforzarli e renderli più aggressivi ed intrusivi.

Purtroppo il Docker è spaventato, non li accetta, fa di tutto per allontanarli, si difende accentuando attenzione e controllo, cerca di bloccarli e cacciarli via dalla mente, perché ritenuti sbagliati e indizio di qualcosa che non va (perversione e malvagità).

Il docker è fortemente convinto che è una faccenda molesta e pericolosa, quando invece non lo è affatto.

Se li evito è perché ho ragione di farlo”, questo è il messaggio che arriva al cervello, che si mette in allarme, come se avesse davvero motivo di farlo.

Ma questo comportamento peggiora terribilmente la situazione.

Principali errori cognitivi nel DOC

-Attribuire un’importanza esagerata ad un pensiero.

-Ritenere che quello che si pensa è una situazione molto pericolosa, più di quanto in realtà non sia.

Per un docker pensare è uguale ad agire.

Pensare o avere un’immagine di dare un calcio ad un passante, per un docker, significa che c’è pericolo di farlo realmente.

A tutti può capitare, ad esempio, in una sala d’ attesa, di avere uno strano pensiero: ci passa per la mente di fare una boccaccia a qualcuno seduto di fronte, o di buttare in aria le riviste.

Ma è solo un pensiero.

Invece per un Docker significa: pericolo di farlo realmente.

Pensare di spogliarsi o uscire in strada nudi, non significa farlo realmente.

Immaginare di alzarsi e urlare bestemmie in chiesa, durante una funzione religiosa, crea forte preoccupazione per averlo pensato, perché si pensa che può avvenire realmente.

Se si ritiene che un pensiero, un’ immagine è pericolosa, allora crediamo doverlo dominare e avere il controllo totale su di esso.

Ma non è così: pensare non è uguale ad agire.

Eccessivo senso del pericolo

Le persone che soffrono di DOC sono convinte che se c’è una probabilità che un evento accada, questa è da tenere sotto controllo, perché può accadere. Allora le conseguenze saranno gravissime. Da evitare a tutti i costi.

Per questo si ricerca la sicurezza al 100%.

Intolleranza all’ incertezza

Proprio perché si dà un eccessivo peso al pericolo, di ciò che può succedere, non si sopporta non poter prevedere a priori un evento. Si detesta l’ incertezza e si vuole che le cose devono essere fatte al 100% di perfezione. Non sono accettate percentuali intermedie.

I docker esigono che le loro azioni debbano essere perfette in tutto, perché vogliono evitare le critiche e la responsabilità di ciò che può accadere.

Eccessivo senso di responsabilità

Ritenere che molto di quello che accade è colpa nostra, e ne sentiamo tutta la responsabilità, è una convinzione da cambiare.

Pensare di essere responsabili su tutto, fa peggiorare la situazione perché si alimenta il senso di colpa.

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Moltissimi eventi sono fuori dal nostro controllo, non abbiamo potere su di essi.

Bisogna ammorbidire certi giudizi morali pesanti, spietati e crudeli attribuiti alla propria persona, solo perchè si è stati sfiorati da certe idee.

Il docker deve rendersi conto che in ogni essere umano passano in mente brutti pensieri (violenti, irriguardosi, incivili o di natura sessuale).

Le persone che si ammalano di ossessioni cominciano ad evitare a tutti i costi certi pensieri, a scacciare certe immagini, a lottare per agguantare un controllo che pensano di stare per perdere e, quindi, di trovarsi di fronte ad una sciagura.

Punto cruciale della terapia cognitiva è portare alla luce certe convinzioni e accettare certe assurdità che passano in mente, senza reagire ad essi.

Grazie alla terapia cognitiva si può imparare a smascherare le convinzioni errate e a sostituirle con credenze nuove.

Con la psicoterapia cognitiva si possono scoprire le convinzioni irrazionali, prendere consapevolezza di poterle modificare o sostituire con altre più adattive.

Questo può aiutare la persona ad uscire dalla prigione del disturbo ossessivo compulsivo.

Prima del trattamento l’ esistenza è completamente assorbita dagli sforzi e dai tentativi immani di bloccare certi pensieri, anche attraverso l’ evitamento di situazioni.

Per acquistare fiducia è necessario capire che ciò che fa rimanere vittima del disturbo non è tanto il DOC, ma solo il fatto di sforzarsi a non avere certi pensieri e a liberarsene a tutti i costi. Ma come abbiamo spesso ripetuto, certi pensieri ce li hanno tutti.

Quando si cade nel tranello di dare credito a certe convinzioni, di spaventarsi, di dare loro importanza, di emettere pesanti giudizi morali su noi stessi, dalla iniziale ossessione si generalizza arrivando a coinvolgere contenuti sempre nuovi, come compulsioni da disgusto-contaminazione, ossessioni da relazione, ecc.

Purtroppo le ossessioni non trattate possono dilagare e prendere altri settori di vita.

Tutta questa attenzione va ricercata in quella serie di credenze assimilate nel passato, dai genitori, scuola, chiesa e ambiente di vita.

Nell’analisi della storia personale del docker si possono trovare particolari caratteristiche nel carattere dei genitori.

con presenza di standard morali . Regole di vita rigorose e indiscutibili. Precetti religiosi, dove gli argomenti sessuali sono assolutamente tabù.

Violenze, maltrattamenti, prepotenze, abusi e vessazioni, in un fanciullo, sono causa di carattere insicuro, timidezza, indecisioni e dubbi, probabilmente oggetto anche di episodi di bullismo. Questi possono essere i presupposti per la futura ‘personalità fobico-ossessiva’.

In questi ambienti il normale desiderio di crescita e autonomia è largamente osteggiato.

I rigidi precetti religiosi che si vengono ad assimilare in certe famiglie può far considerare il normale desiderio sessuale un tabù.

Pensieri particolari di natura sessuale possono far pensare di avere pensieri strani, non accettabili, da vergognarsi e sentirsi in colpa.

Il soggetto può arrivare a pensare che partorire certi pensieri è indice di perversione, amoralità e depravazione.

Pensieri da bloccare immediatamente altrimenti, per effetto di un convincimento mentale (T.A.F. Thought Action Fusion, Fusione Pensiero-Azione), si teme che il solo fatto di aver pensato qualcosa, si può mettere in atto e quindi può succedere qualcosa di catastrofico.

La terapia aiuta a liberare dalla vergogna e dalla feroce auto-critica. Aiuta a tirare fuori certi pensieri che non vogliamo comunicare a nessuno, a non vergognarsi, a parlarne, a non sentirsi giudicati.

Bisogna avere il coraggio di tirare fuori certi pensieri, immagini e convinzioni distorte, perché sono causa di ossessioni, vergogna e profondi sensi di colpa.

Bisogna portare alla coscienza tutte le errate credenze che stanno alla base del disturbo, per sostituirle con altre più sane.

Trattamento

-Creazione di un profondo rapporto di fiducia.

-Spiegazione e illustrazione dei fondamenti della terapia cognitiva, del modo di come questa lavora e come va a contrastare le credenze disfunzionali del disturbo ossessivo.

-Si fa capire al paziente che i pensieri intrusivi sono solo pensieri, anche quelli più incresciosi, violenti, vergognosi e irrazionali. Questi sono sperimentati da tutti e molto diffusi fra la gente.

-Aiutare a far comprendere cosa può aver provocato in questa persona la presenza di errate credenze, false convinzioni, pensieri disfunzionali che stanno dietro a tutti quei pensieri intrusivi.

-Informare e far comprendere il meccanismo deleterio e dannoso che scatta tutte le volte in cui si cerca, al solito modo, di eliminare forzatamente dalla mente, di sopprimere o bloccare simili pensieri.

Il paziente deve imparare da solo a riconoscere e a smascherare i pensieri disfunzionali, deve apprendere il modo di modificarli, sostituire con altri più sani, oppure considerarli da altri punti di vista.

Una volta scoperte e portata alla luce, le convinzioni errate, si prende coscienza sull’ esagerata sensazione di pericolo e sull’ incapacità di ammettere e tollerare incertezze e sull’ altissimo senso di responsabilità che porta al senso di colpa.

Tutto queste cose, insieme alla eccessiva importanza data ai pensieri sono veri punti deboli della personalità ossessiva.

-Imparare poi a come comportarsi in caso di ricadute. Le ossessioni spesso fanno capolino nella nostra testa.

Non spaventarsi, ma imparare gli strumenti per combatterle e gestirle.

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Alcune tecniche

Esperimento della soppressione del pensiero.

Bisogna comprendere che i pensieri diventano più forti e resistenti se si risponde loro in maniera sbagliata.

Se si pensa che alcuni dei pensieri sono indesiderati, importanti e inaccettabili, si cerca in tutti i modi di sopprimerli. Questo è sbagliato perchè li rende più presenti e aggressivi.

E’ vero, certi pensieri non vogliamo assolutamente averli perché ci spaventano. Non sono piacevoli, non li vogliamo in assoluto, ci scocciano averli in mente.

Ma ingaggiare una lotta frontale con essi si perde, perché in questo modo diventano più presenti.

A sostegno di quanto detto è utile provare l’ esperimento della giraffa o elefante rosa.

Se si chiede al soggetto di sforzarsi di non pensare ad una giraffa o ad un elefante rosa, tanto più ci sforziamo di non pensare a questi, tanto più essi sono si presentano nella nostra mente.

Allo stesso modo e si cerca di NON Pensare a qualcosa che non ci piace, questa cosa torna continuamente in mente. Più sforzi facciamo per scacciarlo, più volte tornerà in mente.

(Questo meccanismo è largamente illustrato nell’ articolo….)

Psicoeducazione

Le distorsioni cognitive possono dipendere da una educazione familiare rigida, e da quello che si è assimilato in passato durante l’ infanzia e adolescenza.

E’ cosa utile apprendere più informazioni possibili, con video e letture, sull’argomento tabù , allo scopo di razionalizzare la visione catastrofica.

Tecnica della freccia discendente

E’ un’ indagine approfondita delle paure più profonde, per scoprire cosa significa in realtà questa paura.

Perchè si ha tanta paura? Cosa significa questo pensiero. Cosa terrorizza tanto.

Esempio di DOC omosessuale:

Ho paura di rimanere solo con quella persona (un uomo, un bambino), perché mi sento a disagio”.

Terapeuta: “ E allora?”

Paziente: “ Scoprire in me una certa attrazione verso di lui

Terapeuta: “E quindi?

Paziente: “ Posso perdere il controllo e tentare un approccio.”

Terapeuta: “ E allora?

Paziente: “ Trovare che mi piace… Questo non lo voglio. Io non sono un gay

Terapeuta: “ Quindi?

Paziente: “ E’ una cosa inaccettabile. Io… un frocio? Una checca? Mai!…Una catastrofe

Terapeuta: “ Come mai ?”

Paziente: “ Mai…. Io un effeminato?

Terapeuta: “ Cosa significa questo per te ?”

Paziente: “Un fallimento di tutto!

Terapeuta: “ …fallimento ?

Paziente: “Sì, un fallimento!… Mio padre…mio padre mi diceva che ero come una femmina…. E’ una vita che cerco di dimostrargli il contrario

Terapeuta: “ E quindi ?”

Paziente: “….se questo fosse vero, non sia mai… devo lasciare la mia ragazza che amo….Accettare una vita da single…

Terapeuta: “ una vita single?”

Paziente: “ Tutto negativo. Confermato quello che diceva mio padre: una checca un buono a nulla. Un fallimento! Colpa mia… Non sono mai riuscito a nulla“

Terapeuta: “Mai riuscito a nulla? Lei è un ingegnere!?

Paziente: “ Una vita a dimostrare a mio padre di quello che ho fatto…ho un’azienda”.

(Trattamento di terapia immaginativa)

Terapeuta: “ Ora un po’ di tranquillità. Si rilassi…Chiuda gli occhi…ora pensa a Suo padre….

Immagina che suo padre Le viene vicino… appoggia la mano sulla spalla … dice:

«Non ho mai avuto il coraggio di dirtelo: scusami. Sono stato duro con te.

Ho sempre saputo che eri in gamba. Sei un tipo speciale. Più capace di me. Un ragazzo intelligente e geniale. … Scusami che sono stato duro con te. …Vai nella tua vita .

Esplosione di pianto liberatorio

Col sistema socratico si mostra gli svantaggi di che ci sono nel cercare di controllare e sopprimere i pensieri, perché è una battaglia persa.

Esame dell’ evidenza

La paura del Docker è quella che un giorno può sfuggire il controllo e mette in pratica il contenuto dell’ ossessione.

Si può scardinare questa convinzione negativa se riflettiamo che, spesso durante la giornata vengono in mente cose assurde, senza che questo implichi il fatto di doverle mettere in pratica.

Il pensiero corretto che può sostituire questo pensiero è che ‘pensare qualcosa non significa assolutamente volerla fare’.

Errate convinzioni


Ad esempio, si può dimostrare, ad una donna con pensieri cattivi verso i propri familiari che non è una cattiva madre, con evidenza dei fatti e prove alla mano.

Ci sono tante altre tecniche adoperate dal terapeuta. Ad esempio:

-Tecnica cognitiva del continuum

La tua valutazione di te stesso è così da criminale?

Avvalendosi di una scala da 0 (persona estremamente morale) a 100 (persona assolutamente immorale) far valutare il valore, in termini di gravità, di quello che teme di essere. Come collocare un efferato omicida che volontariamente ha realizzato un orribile delitto?

Lo scopo è di minimizzare la gravità, strapparlo dalla sua auto-valutazione inclemente e arrivare ad una maggiore accettazione di se stesso.

Altre tecniche ancora:

-Calcolare la probabilità effettiva del pericolo

-Mostrare al paziente i risultati positivi del trattamento.

ecc. ecc.

Se necessario si può praticare la tecnica dell’ esposizione con prevenzione della risposta.

Perciò, se prima del trattamento l’ esistenza era completamente assorbita dagli sforzi e dai tentativi immani di bloccare certi pensieri,

con la psicoterapia cognitiva si possono svelare le convinzioni irrazionali, per modificare e sostituire con altre più adattive.

Tutto questo aiuta ad uscire dalla prigione del DOC e tornare a vivere con più serenità.

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